L’Aglaonema: una pianta d’appartamento che sopporta molte avversità

L’Aglaonema appartiene alla famiglia delle Aracee.

Si tratta di piante sempreverdi ed erbacee originarie prevalentemente dell’Asia del Sud.

In questa famiglia si contano circa 60 specie; sono piante rustiche capaci di resistere bene ad una coltivazione in casa, spesso anche in condizioni non del tutto ottimali.

Spesso in commercio si vendono varietà più compatte, ma questa pianta è in grado di raggiungere anche un metro di altezza.

La produzione dei fiori avviene nei mesi primaverili. Questi hanno la caratteristica forma di spata, molto simili alle classiche calle, dai colori bianchi e verdi. Data la forma particolare dei fiori questa pianta è molto decorativa, inoltre è di facile coltivazione.

Questa pianta rustica teme il calore

Aglaonema

Aglaonema

Tra le appartenenti alla famiglia delle Aglaoneme l’Aglaonema Pseudobracteatum è la specie più nota e più facilmente reperibile, principalmente per la sua spiccata resistenza alla maggior parte delle condizioni di coltivazione.

L’altezza massima che riesce a raggiungere è di circa 80 centimetri; è caratterizzata da foglie lanceolate dal verde intenso, spesso screziate di giallo caldo.

E’ importante spostare questa pianta in zone d’ombra durante la stgione primaverile ed estiva, sia che questa si trovi all’aperto, piuttosto che in terrazza o balcone.

Se la pianta si trova in casa è importante arieggiare l’ambiente quando le temperature iniziano a superare i 21° C. Queste piante non sopportano le temperature elevate, poiché il caldo favorisce l’attacco delle cocciniglie cottonose.

Per evitare la comparsa di questi fastidiosi fenomeni è importante annaffiare frequentemente soprattutto nei periodi più caldi, per poi ridurne l’entità nei mesi autunnali e invernali.

Rinvasiamo la pianta

Quando giunge il momento per il rinvaso della pianta utilizziamo un substrato formato da terriccio universale con l’aggiunta di stallatico maturo, sabbia e una quantità di torba.

pianta d’appartamento

Aglaonema fiore

Questo mix di componenti deve essere poroso e permeabile, in maniera tale da consentire accumuli di acqua che potrebbero provocare la marcescenza di fusti e radici.

Poche cure per l’Aglaonema

Ogni venti giorni, soprattutto durante il periodo della crescita, è opportuno aggiungere all’acqua dell’innaffiatura una quantità di concime liquido, specifico per piante verdi. Questo ne rinforzerà la crescita, apportando la quantità necessaria di nutrimento.

Questa pianta si può riprodurre tramite l’utilizzo dei cespi, è importante che ogni cespo sia dotato di un buon numero di germogli. I cespi andranno poi rinvasati, per questa operazione è possibile utilizzare lo stesso tipo di terriccio che si utilizza per le piante adulte.

Se la pianta inizia a presentare l’ingiallimento delle foglie si tratta di un chiaro sintomo di sofferenza. Questo fenomeno è certamente causato dal freddo: ai primi sintomi spostate la pianta in un luogo più caldo, il fenomeno sparirà.

Approfondimento: usiamo l’acqua calcarea

clorosi ferrica

Aglaonema sofferente

Per chi conosce un po’ il mondo delle piante saprà sicuramente che l’acqua migliore per innaffiare piante d’appartamento, e non solo, è quella piovana. L’acqua proveniente dalle piogge è indicata principalmente perché non contiene calcare e cloro; questi due elementi possono infatti essere nocivi per le piante in alcuni casi.

Il calcare in particolare è molto dannoso per le piante acidofile. Capita infatti che questi elementi, che saranno sempre presenti all’interno dell’acqua che scorre dai nostri rubinetti,  col passare del tempo altereranno il pH del terreno. L’alterazione del pH negli esemplari di piante verdi porta il generarsi di una patologia: la clorosi ferrica, che gradatamente provoca un’accentuata decolorazione del fogliame.

Non è sempre praticabile ma consigliamo comunque di cercare di raccogliere l’acqua piovana, soprattutto durante la stagione primaverile (ricca di precipitazioni). Per raccogliere delle buone quantità di acqua piovana bastano pochi grossi contenitori dalla bocca larga, poi si potrà travasare il contenuto in altri più facilmente utilizzabili.

Come accennato in precedenza non è sempre possibile raccogliere quantità di acqua piovana, allora si può optare per metodi casalinghi atti all’eliminazione del calcare. Vi consigliamo il più semplice: fate bollire dell’acqua, poi fatela riposare una notte intera prima di utilizzarla.

Inoltre è possibile aggiungere un cucchiaio di aceto ogni litro d’acqua, anche questo contribuirà all’eliminazione del calcare.

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