Angelica: una pianta medicinale quasi dimenticata

L’angelica è una pianta erbacea alpina dall’aspetto decisamente gradevole. Se curata al meglio è in grado di raggiungere anche dimensioni piuttosto ragguardevoli. La radice di questa pianta medicinale è piuttosto grande, invece il fusto è glabro, dall’aspetto robusto e ramificato, in più presenta striature rossastre lungo tutta la sua lunghezza.

Le foglie sono verdi, nella parte inferiore di un verde piuttosto chiaro, la forma è ovata, sono lunghe, disposte in maniera alternata e con il tipico bordo dentellato.

Angelica pianta medicinale

Angelica pianta medicinale ombrellifera

Anche i fiori sono piuttosto particolari. Sono disposti in ombrelle localizzate nella parte più alta della pianta. Fioriscono in estate, a partire dal secondo anno di vita dell’esemplare, e hanno una colorazione che varia dal bianco, al giallo, fino al verdastro. Il frutto ha la forma ovoidale.

Purtroppo la pianta dell’Angelica è piuttosto rara sul territorio italiano. E’ quindi molto importante preservarne la crescita allo stato selvatico soprattutto nelle zone umide montane, in modo tale da favorirne la moltiplicazione in maniera naturale.

E’ consigliabile fare molta attenzione durante la raccolta dell’Angelica. Si tratta di una pianta molto simile ad altre varietà di ombrellifere ed è piuttosto semplice confonderla. E’ importante fare notevole attenzione anche perché tra queste ombrellifere c’è anche la velenosissima Cicuta (Conium maculatum), a differenza dell’angelica però questa pianta emana un odore molto sgradevole – simile a quello dell’urina – e ha foglie molto simili a quelle del prezzemolo.

Come coltivare l’Angelica

Angelica - Stato selvatico

Angelica - Stato selvatico

L’Angelica non è una pianta complicata da coltivare, è possibile però ottenere risultati migliori se si procede con la coltivazione in terreni profondi e fertili, dove le radici abbiano la possibilità di espandersi liberamente. In più è meglio scegliere un clima temperato, non troppo arido e ventoso per avere coltivazioni sane e produttive.

Per quanto riguarda la moltiplicazione consigliamo come metodo più rapido i semi prelevati direttamente dalla pianta durante i mesi estivi. A differenza di molte altre piante in questo caso i semi devono essere interrati subito, poiché purtroppo perdono in un tempo piuttosto rapido tutte le loro caratteristiche germinative.

La moltiplicazione può essere fatta in un ambiente controllato come il semenzaio, oppure tranquillamente in piena terra, facendo attenzione a distribuire 3 o 4 semi distanziati di circa 80 – 90 centimetri. Solo successivamente si possono scegliere gli esemplari più resistenti e procedere con uno sfoltimento.

C’è da tener presente che questa pianta, una volta prodotto il seme, è destinata a morire. Se si vuole mantenere vivo l’esemplare è opportuni eliminare le infiorescenze, in modo tale da mantenere la vegetazione rigogliosa. Normalmente la pianta di Angelica si comporta da biennale.

Tecniche di raccolta e di conservazione dell’Angelica

L’Angelica va raccolta interamente durante il suo secondo anno di vita. Le foglie che possono essere utilizzate sono quelle primaverili dal colore verde chiaro, sono molto più tenere e saporite.

Per ottenere i frutti è necessario attendere l’estate: si devono incidere le ombrelle fiorali e procedere con l’essiccamento. Anche il fusto può essere utilizzato, così come le radici che necessitano di essere estratte durante i mesi autunnali.

La pianta può essere essiccata completamente, sia foglie, che fusto, che frutto. Per la conservazione al meglio si consiglia di utilizzare barattoli ermetici da conservare in luoghi bui ed asciutti.

 Angelica pianta

Pianta di Angelica

E’ possibile consumare le foglie fresche, oppure conservarle all’interno di congelatori per circa tre mesi.

Proprietà dell’Angelica e normale utilizzo

L’angelica veniva utilizzata con maggior frequenza soprattutto in passato. Era uso comune sceglierla in caso di problemi digestivi. In più presenta particolari virtù antibiotiche in grado di alleviare dolori muscolari, mestruali, nevralgie e reumatismi.

E’ possibile utilizzare il succo per alleviare irritazioni alle mucose e alla pelle. Attenzione all’olio essenziale, se utilizzato in dosi ampie può risultare tossico.

L’angelica può essere utilizzata tranquillamente anche in cucina. L’uso più comune è all’interno dei liquori o in pasticceria.

Le foglie tenere raccolte durante i mesi primaverili sono perfette all’interno di insalate, o come aromatizzanti per minestre. I germogli lessi hanno un profumo decisamente gradevole.

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