Tutto sulle castagne: conservazione, varietà e curiosità

I castagni crescono bene in collina. Il castagno è una pianta acidofila quindi cresce al meglio in un terreno dal pH acido o neutro e senza calcare attivo.

I prelibati frutti: castagne e marroni

Castagneto

Castagneto

Tutti sappiamo che le castagne sono protette dal caratteristico riccio, in più il frutto è ricoperto da una sottile membrana, chiamata episterma. I marroni sono più grandi della castagna e sono anch’essi ricoperti da una pellicola protettiva, in questo caso è più semplice da eliminare dato che non penetra in profondità come capita nella castagna.

Si segnala, insieme ai castagni europei, anche la buona produzione dei castagni giapponesi ed euro giapponesi: in più si segnala che queste due varietà risultano più resistenti nei confronti degli attacchi del mal d’inchiostro e del cancro corticale.

Consigliamo di chiedere consigli al vostro vivaista al momento della scelta, sicuramente vi saprà indicare la pianta più adatta alla vostra zona.

Per quanto concerne la manutenzione del castagno è importante cercare di contenere la dimensione della chioma con potature regolari, in particolare se non disponete di grande spazio e volete ottimizzare la produzione di frutti. Se invece lo spazio a vostra disposizione è molto, e avete scelto il castagno per la sua enorme valenza ornamentale, basterà lasciarlo crescere indisturbato.

Le castagne cadono spontaneamente dagli alberi tra i mesi di settembre e dicembre. Il particolare riccio spinoso è una forma di difesa nei confronti di tutti gli animali che vorrebbero cibarsi dei semi contenuti al suo interno. Grazie a questo strumento protettivo la pianta riesce a riprodursi.

La conservazione delle castagne

Castagne nel riccio

Castagne nel riccio

E’ possibile conservare le castagne a lungo in locali freschi ed areati. E’ importante controllare periodicamente la presenza di eventuali insetti all’interno dei frutti, eliminando quelli colpiti (solitamente si tratta di balanino e tortice: sono larve dall’aspetto simile a vermetti che si nutrono della polpa della castagna). E’ possibile consumare e conservare le castagne fresche per circa due settimane: collocatele su un unico strato in un cesto e conservatele in un luogo areato ed asciutto.

Per la conservazione dei frutti ci sono diverse metodologie da seguire, di seguito ne elencheremo alcune.

  • Se volete evitare che i frutti ammuffiscano con rapidità vi consigliamo di conservarli all’interno dei ricci. Se ne avete la possibilità fateli asciugare all’interno di una buca del vostro giardino protetta da una tettoia, o all’interno di una cantina fredda.
  • Per capire quali castagne sono vuote e quali no potete utilizzare un semplice espediente: immergete le castagne in un secchio pieno d’acqua per alcune ore, tutte quelle che vengono a galla sono vuote e possono essere eliminate. Durante questa operazione vi consigliamo di tenere il secchio ad una temperatura di 20 – 25°C, in questo modo si favorisce la fermentazione, questo bloccherà la comparsa di funghi e marciumi. Le castagne possono essere lasciate immerse per 7 giorni, cambiando l’acqua una volta al giorno; successivamente vanno asciugate e stese all’aperto per una settimana. Conservatele poi per alcuni mesi in un sacco di iuta, col tempo diventeranno più secche ma acquisteranno sapore.
  • Un altro metodo di conservazione delle castagne prevede il loro congelamento: potete congelare sia le castagne crude (incidendo il guscio), che quelle cotte. Per scongelarle basta metterle in forno.

Alcune curiosità sulle castagne

Nella cultura contadina l’albero delle castagne non era solo fonte di indispensabile nutrimento. Oltre ai frutti si utilizzava anche il legno, perfetto per costruire mobili, suppellettili e per estrarre il tannino, una sostanza utile per la concia del pellame. La raccolta delle castagne era un momento atteso con trepidazione anche nelle comunità montane, spesso questo frutto veniva utilizzato come moneta di scambio.

L’impollinazione dei fiori di castagno non avviene solo attraverso il vento, anche le api sono degli ottimi alleati. Questi insetti inoltre producono un buonissimo miele di castagne che, oltre all’ottimo gusto, ha proprietà benefiche in grado di migliorare la circolazione sanguigna, contrastare l’anemia e disinfettare le vie urinarie.

Caldarroste

Caldarroste

Alle falde dell’Etna esiste un esemplare di castagno, il famoso “Castagno dei Cento Cavalli”. Si dice che questo albero abbia più di 3500 anni, la leggenda narra inoltre che Giovanna D’Aragona e tutto il suo seguito (composto da cento cavalli) si fosse riparato sotto quest’albero durante un terribile temporale.

Non tutti sanno che la castagna, così come il luppolo, è uno degli ingredienti base di alcune varietà di birra artigianali: la castagna si occupa di cedere zuccheri durante il processo di fermentazione.

L’albero di castagne è originario dei territori dell’Asia Minore. Dopo aver raggiunto la Grecia nel II secolo a. C. raggiunse anche l’Italia e la Turchia. I Romani utilizzavano la farina di castagne per realizzare del pane in occasione di rituali specifici da dedicare alla Madre Terra, in questa particolare occasione sostituiva il pane realizzato con cereali, vietato per l’occasione.

Le varietà di castagne

Esistono quattro fondamentali varietà: i marroni, le castagne, gli ibridi euro giapponesi e quelli giapponesi.

Per quanto riguarda i marroni si consiglia di scegliere le varietà di Chiusa Pesio, di Susa e di Viterbo. Gli ibridi euro giapponesi sono degli ottimi impollinatori sia di marroni e di castagne, tra i molti esemplari segnaliamo la coltivazione di Vignols, Bournette e Bouche de Betizac.

Le castagne giapponesi sono di piccola taglia; tra le più diffuse ci sono Tanzawa e Ginyos: questi due esemplari normalmente si impollinano a vicenda.

 

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