Creare il giardino: la messa a dimora

Dopo aver progettato il proprio giardino, deciso dove collocare tutte le essenze, decisi i punti di vista più significativi, è importante passare all’azione e iniziare a creare il giardino. Vi premettiamo già che se avete deciso di fare tutto da soli non sarà un lavoro privo di fatica: vi stancherete, vi sporcherete, ma vi assicuriamo che le soddisfazioni che ne deriveranno saranno moltissime.

Se non siete degli esperti e decidete di creare il giardino da soli ricordatevi di documentarvi al meglio, non buttatevi subito in quest’avventura, è infatti necessario chiedere qualche informazione a degli esperti.

Inoltre vi consigliamo di iniziare la piantagione o nel primo autunno, oppure ad inizio primavera. L’acquisto dei materiali e la preparazione del terreno necessita di alcuni mesi: se volete piantare in autunno dovete iniziare i preparativi in piena estate, se invece volete procedere in primavera entro inizio inverno dovrà essere tutto più o meno pronto e disponibile.

Creare il giardino

1) preparare il substrato

Forse molti di voi pensano che basti muovere un po’ il terreno e poi procedere direttamente con la messa a dimora dei nostri esemplari verdi. In realtà non funziona proprio in questo modo.

Creare il giardino

Creare il giardino: il substrato deve respirare

Prima di procedere con la messa a dimora di nuovi esemplari è necessario far respirare il terreno, in questo modo tutte le sostanze reintrodotte per rendere il substrato “ottimale” avranno modo di integrarsi fra loro, soprattutto in caso di utilizzo di concimi organici (i batteri andranno via e il terreno risulterà sicuramente più ospitale).

Vi abbiamo avvertiti del fatto che  creare il giardino può essere particolarmente faticoso, per questo motivo vi ricordiamo che è necessario lavorare tutta la superficie del vostro giardino, non solo le aree destinate ad ospitare nuove piante. Se la superficie risulta però troppo ampia, nonostante la vostra buona volontà, vi sconsigliamo di vangare a mano: procedete con mezzi meccanici, chiedendo l’aiuto di qualche ditta esperta del settore.

Se vistate chiedendo perché è necessario far respirare il terreno eccovi la spiegazione: normalmente un terreno sano deve contenere almeno il 40% di aria al suo interno. Solo quando i terreni rimangono soffici si potrà avere una corretta espansione dell’apparato radicale, in più questo necessita di grandi quantità di ossigeno per crescere al meglio.

Il primo passo da compiere prima di rivoltare completamente il terreno è quello di aggiungere tutte le sostanze nutritive in grado di renderlo ospitale per la maggior parte degli esemplari verdi. Dovrete quindi ammendare il terreno, ed è proprio durante l’esecuzione di questa operazione che si renderanno necessarie tutte le informazioni che precedentemente avevate raccolto sull’osservazione dell’ambiente circostante e del substrato stesso.

Per ogni tipo di terreno, che sia questo degradato, acido o troppo alcalino, è necessario procedere in maniera tale da correggerne la struttura il più possibile. Non si tratta di operazioni troppo complicate ma spesso è necessario rivolgersi ad alcuni esperti, anche perché se il substrato non risulterà accogliente il vostro giardino – purtroppo – non potrà essere realizzato. In questo caso il nostro consiglio è quello di rivolgervi direttamente a degli esperti in grado di consigliarvi al meglio, tutto il resto della preparazione, una volta scoperta l’origine del vostro terreno e le necessità dello stesso, potrete svolgerlo in completa autonomia.

2) si passa all’azione

Il vostro terreno è stato vangato, ha respirato, è stato ammendato e concimato. Ora si può procedere con la vera e propria progettazione. Si tratta infatti di mettere in pratica quanto progettato solo su carta.

Ammendare il terreno

Creare il giardino: ammendare il terreno

Per creare il giardino è necessario che vi muniate di un metro a bindella, di alcuni picchetti di legno e di una specifica corda da muratore (chiamata lignola) per delimitare i vari elementi del giardino come i vialetti, le bordature e le siepi.

Per segnare l’esatta collocazione delle piantagioni i giardinieri “vecchia maniera” utilizzano ancora della calce o della cenere, attualmente esistono in commercio degli spray a base d’acqua, di facile riassorbimento e non nocivi, in grado di svolgere con semplicità la stessa funzione.

Se nel vostro progetto avete pensato a percorsi sinuosi, oppure laghetti o aiuole particolari, vi consigliamo di ricreare queste forme utilizzando un tubo di gomma per irrigare, appoggiato sul terreno vi sarà di grande aiuto per ricreare questi andamenti morbidi. Una volta ottenuto il risultato voluto potete procedere tracciando un segno sul terreno.

Un dilemma che di solito assale i giardinieri a questo punto della progettazione del vostro giardino è quello di realizzare prima le costruzioni del vostro giardino (quindi vialetti, muretti e similari), oppure è meglio procedere subito con la piantagione. Non esiste una risposta giusta e una sbagliata. Normalmente iniziare con la realizzazione dei percorsi potrebbe facilitare la mobilità successiva all’interno del giardino, è però altrettanto vero che spesso le piante hanno la priorità, soprattutto se la stagione è favorevole all’impianto oppure le piante scelte hanno una crescita piuttosto lenta.

3) realizzare le buche

La fase veramente operativa sarà quella della realizzazione delle buche. E’ necessario procedere preparandole con almeno un paio di settimane di anticipo, in

messa a dimora

Creare il giardino: realizzare le buche per la messa a dimora

questo modo il terreno avrà modo di assestarsi e ossigenarsi in maniera ottimale.

Normalmente si consiglia di realizzare una buca di dimensione almeno doppia rispetto al pane di terra da mettere a dimora, naturalmente si tratta di valutazioni flessibili ed è sempre meglio valutare ogni caso singolarmente. Per quanto riguarda invece la forma da dare alla buca è stato stabilito che le radici delle piante si sviluppano con maggiore facilità in buche dalla forma di rombo, queste devono essere profonde almeno il doppio della lunghezza.

La terra asportata dalla buca deve essere sminuzzata e alleggerita con sabbia se compatta, con torba, compost e terriccio se troppo poco porosa.

4) l’impianto e la messa a dimora

Finalmente si può procedere con la messa a dimora delle proprie piante. Per prima cosa però procedete con l’innaffiatura del pane di terra, in questo modo ne faciliterete la svasatura. Se le radici sono molto fitte e affastellate vi consigliamo di tagliarne via circa mezzo centimetro dalla base, in questo modo radicheranno con più facilità.

A questo punto inserite la pianta nella buca ma state attente al colletto: questo dovrà infatti rimanere a filo del terreno e non al di sotto di questo, se necessario aggiungete quindi del terriccio sul fondo della buca. Terminata questa operazione colmate la buca con altro terreno, pressate quindi la terra e distribuite attorno alla pianta un po’ di concime minerale a lenta cessione., successivamente potete procedere con l’irrigazione.

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