La fertilità del terreno è la garanzia per un ricco raccolto

Coltivare fuori suolo

La prima azione che un’aspirante coltivatore deve compiere è sicuramente la scelta del terreno su cui far crescere le proprie piante, consapevole che più questo sarà fertile e più i frutti saranno rigogliosi.

Una scelta questa che diventa ancora più complessa quando ci troviamo in ambito urbano. Infatti il suolo in città può presentarsi esposto ad inquinanti soprattutto ai metalli pesanti, che possono accumularsi e permanere a lungo nel terreno, per poi essere assorbiti da piante e animali (uomo incluso). A ciò può aggiungersi l’impossibilità di reperire un terreno coltivabile nei pressi della nostra abitazione.

Un terreno poco fertile. foto Giuseppe Vinci

Una concreta risposta a tali impedimenti è coltivare fuori suolo, ovvero sopra di esso, con metodi dei più vari che vanno dai contenitori alle aiole rialzate, o da semplici cumuli di terriccio a soluzioni più innovative come i sistemi idroponici.

Per preparare il nostro terreno fuori suolo avremo bisogno di combinare le tre pratiche più consuete:

–  distribuzione di abbondante compost per ripristinare la fertilità ed equilibrare il pH del terreno

–  creazione di aiuole rialzate o cumuli per aiutare il drenaggio dell’acqua ed eventualmente separare le colture da strati di suolo contaminati

–  pacciamatura per ridurre la perdita d’acqua e proteggere il suolo dal sole e dagli agenti inquinanti.

Il compost e le sue virtù

Il compost è la soluzione giusta per rimediare a condizioni di terreno compromesse. Esso viene prodotto secondo un processo detto compostaggio in cui diverse materie organiche vengono umidificate e decomposte da macrorganismi, come i preziosi lombrichi, ed altri microrganismi.

Compostiera realizzata con pallet

Questo prezioso aiuto per il nostro terreno può essere prodotto da grandi aziende, e quindi comperabile in negozio, oppure a livello domestico grazie all’utilizzo di rifiuti solidi urbani come: rifiuti organici delle cucine, vecchi giornali e cartoni, foglie cadute dalle alberate stradali, residui delle potature, scarti di frutta e verdura troppo matura o invenduta da parte della grande distribuzione, le matasse di capelli dei parrucchieri, la segatura dei laboratori di falegnameria, gli sfalci delle aree erbose,  e molto altro. Una lista per citarne alcuni, diciamo tutti i materiali disponibili gratuitamente e a breve distanza.

Quindi in piena sintonia con la filosofia dell’autoproduzione, il consiglio può essere quello di realizzarvi la vostra compostiera, magari con dei pallet di riuso,  per aiutare l’ambiente a digerire la nostra spazzatura oltre che a fertilizzare il vostro terreno. Perciò preparate il vostro compost che sarà pronto in circa quattro mesi, tempo che si allunga nel periodo invernale e si accorcia in quello estivo visto che il calore accelera il processo della decomposizione che è garantito da una buona ossigenazione.

Realizzare il nostro terreno sopra quello esistente

Come abbiamo detto può essere utile coltivare sopra il suolo. Il più facile e immediato modo di cominciare è attraverso la creazione di un mucchio di compost di spessore variabile, minimo 15 cm, considerando che più si mantiene basso lo strato di coltura e maggiori dovranno essere le irrigazioni e le concimazioni necessarie.

Esempio aiuola rialzata da pneumatici

Questo mucchio può essere adagiato su qualsiasi superficie, dalle pavimentazioni in cemento,  a porzioni di terreno compattato e inquinato che dovrà essere opportunamente separato, magari con dei cartoni,  dal nostro terreno. Metodo questo che vi ricordo deve porre molta attenzione a non trascurare di verificare il corretto drenaggio.

Norme che rimangono valide anche per le aiuole rialzate. Anche queste dovranno essere riempite di compost,  ed hanno il vantaggio che strutturalmente sono più definite e possono raggiungere maggiori altezze,  in oltre sono più semplici da gestire e soprattutto più efficaci, non solo in senso produttivo,  ma anche nel gestire gli spazi.

La pacciamatura aiuta il nostro terreno

Con pacciamatura si intende quel processo con cui si mantiene l’umidità al suolo con uno strato di materia che ricopre quest’ultimo. In vendita si trovano dei teli utili a realizzare quest’azione, ma in natura è un fenomeno che accade da sempre, infatti nei boschi le foglie cadute ricoprono il terreno e creano l’habitat ideale per far crescere grandi radici degli alberi.

Pacciamatura industriale

Questo metodo è essenziale per limitare la crescita di infestanti,  proteggere le radici dal freddo o da altri agenti atmosferici, ma ancor più dagli inquinanti che in tal modo verrebbero minimizzati e imprigionati nello strato superficiale. Tanto è vero che non avremo piante intossicate se realizzeremo uno strato superficiale sul terreno, magari di foglie e paglia, che verrà eliminato e rinnovato ogni anno e quindi impediremo la contaminazione del suolo.

La pacciamatura è perfetta per aiutare il processo di miglioramento del terreno, offrendo un habitat ideale per lombrichi ed altri insetti utili,  ma è anche una sorta di finitura che rende lo spazio più ordinato, unitario, pulito e piacevole.

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