Fiori profumati, in aromaterapia, in profumeria, in cucina

Buona parte delle essenze utilizzate per produrre prodotti per profumare il corpo derivano dai fiori. Alcune sono particolarmente caratteristiche, come per esempio la rosa, il gelsomino, il lillà, la zagara (più comunemente noto come fiore d’arancio).

E’ possibile scegliere le piante anche in base al loro profumo, in questa maniera si otterrà un giardino suggestivo e carico di aromi.

Fiori profumati per creare fragranze nell’ambiente

Alyssum

Alyssum è un fiore profumato che ricorda il miele

E’ possibile classificare in maniera piuttosto semplice gran parte delle piante in base alla loro essenza, sia che si tratti di piante ornamentali o silvestri. Il sistema è il medesimo delle piante aromatiche, anche se in realtà sono steli e foglie ad essere ricchi di essenze.

Durante il periodo di fioritura ci sono specie molto comuni che regalano essenze particolarmente persistenti, come per esempio la Lavanda officinalis (lavanda comune) dal tipico aroma gradevole e fresco.

Jasminium officinalis

Jasminium officinalis: il gelsomino ha un profumo molto intenso

Nel Pelargonium zonale (geranio) sono gli steli e le foglie che producono, al minimo contatto, il caratteristico aroma; in questo caso i fiori hanno semplicemente un valore ornamentale per questa pianta.

Un’altra tipologia degna di nota è quella delle piante rampicanti. Queste producono moltissimi fiori di ridotte dimensioni e dalle tonalità poco vistose, ma grazie alla grande superficie che riescono a ricoprire, principalmente durante primavera ed estate (mesi di fioritura), inondano l’atmosfera con profumi suggestivi e colorano i giardini con macchie di colore molto piacevoli. Esempi di questo tipo sono la Lonicera japonica (caprifoglio) e il Jasminium officinalis (gelsomino).

Altra caratteristica tipica dell’aroma dei fiori è la dolcezza; non va infatti dimenticato che il nettare che i fiori producono, e che attira gli insetti che si occupano dell’impollinazione, è ricco di zuccheri. Nei giorni particolarmente caldi sarà possibile percepirne l’aroma dolciastro persistente.

Alcuni fiori ricordano il tipico aroma dolce del miele; ciò accade con l’Alyssum (alisso) o con l’Achillea millefolium (achillea).

Questa caratteristica è molto apprezzata principalmente nel giardinaggio di tipo ornamentale. Al momento della scelta della pianta si preferiscono piante dall’aroma dolce piuttosto che dai colori vistosi o dalle forme particolari.

Aromi tra i più noti utilizzati non solo come profumi

olii essenziali

La camomilla romana, Anthemis nobilis, è un efficace calmante

E’ importante ricordare che gli aromi dei fiori non vengono utilizzati semplicemente per realizzare profumi o prodotti simili.

Gli aromi dei fiori infatti sono molto utilizzati nell’alimentazione e nell’aromaterapia; vengono anche utilizzati nel trattamento di alcune patologie, risultando un metodo curativo piuttosto efficace.

Si possono estrarre dai fiori gli oli essenziali in diversi modi, per esempio per infusione, oppure per distillazione a vapore, metodo più utilizzato.

Un esempio su tutti dell’utilizzo dei fiori in ambito culinario è l’acqua dei fiori d’arancio. Questa essenza viene estratta dai fiori del Citrus sinesi ed è un ingrediente molto importante soprattutto per la realizzazione di prodotti di pasticceria come per esempio il marzapane o altri dolci tipici del periodo natalizio.

Qualche riga fa si è accennato al potere curativo di alcune essenze particolari. L’esempio più noto di attestate capacità lenitive è quello della Matricaria camomilla (camomilla): le margherite, trattate in infusione, sono in grado di alleviare problemi digestivi e gastrici.

Inoltre anche l’olio essenziale, estratto per distillazione, della Anthemis nobilis (camomilla romana) è un efficace calmante ed è in grado di rilassare, sia che venga inalato, sia che si utilizzi per fare massaggi.

Esistono poi casi in cui l’odore risulti particolarmente gradevole per gli insetti, che ne vengono attratti, ma fastidioso per gli esseri umani.

Stapelia

Stapelia ha un odore molto sgradevole

Un esempio su tutti è una specie della famiglia delle Asclepidaceae, più nota come Stapelia. Questa pianta viene impollinata dalle mosche; queste sono particolarmente attratte da uno sgradevole odore, prodotto dal fiore una volta aperti i petali, tipico della carne putrida.

Anche la forma di questo fiore risulta particolarmente sgradevole. La corolla è costituita da petali appuntiti e distribuiti in maniera piuttosto discontinua. Il colore di questi fiori va dal rosso al granata striato, che ricordano appunto un pezzo di carne.

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