Innaffiare le piante d’appartamento: tecniche di irrigazione

Per prima cosa bisogna tenere ben presente che ogni specie ha delle proprie necessità particolari per quanto riguarda il bisogno d’acqua.

Esistono inoltre molte modalità differenti con le quali fornire alle diverse specie di piante l’acqua necessaria.

Tra gli esempi più comuni ci sono nebulizzatori, dosificatori, depositi per l’idrocultura è naturalmente non dimentichiamoci del classico innaffiatoio.

Innaffiare le piante a seconda della specie

Innaffiare le piante d’appartamento

Papiro

Le piante da interno sono specie vegetali coltivate in vaso che necessitano di un apporto di acqua regolare. Andranno quindi innaffiate con periodicità, in maniera tale da mantenere un livello di idratazione del terreno, anche se minimo, costante.

La coltivazione in vaso, per quanto riguarda l’irrigazione, presenta dei vantaggi rispetto alle coltivazioni convenzionali che si eseguono in giardino. Infatti nel caso della coltivazione in appartamento è possibile disporre esemplari decisamente diversi, con bisogni anche molto diversi, sia per quanto riguarda necessità di umidità, di radici, di steli e di foglie, in uno spazio decisamente ridotto.

Quindi sarà possibile avere alcune specie che richiedono un’enorme quantità di acqua, conforme alle quantità necessarie alla loro natura acquatica o semi acquatica, come per esempio il papiro; nella stanza accanto potremmo invece coltivare specie con bisogni diametralmente opposti, come per esempio un’intera collezione di cactus amanti di territori piuttosto inospitali, e dallo scarso bisogno di irrigazione.

Anche le tecniche di irrigazione sono differenti e strettamente legate alla specie. Per esempio ci sono esemplari che se si nebulizzassero i loro steli con dell’acqua inizierebbero preso a marcire, ciò accade per esempio con la begonia e con la violetta africana.

tecniche di irrigazione

Violetta Africana

Per altri esemplari invece l’acqua nebulizzata sulla parte aerea è vitale, perché permette loro di sopravvivere negli ambienti particolarmente secchi, come capita per esempio con la Capelvenere.

Soprattutto per le piante da interno l’acqua, oltre ad essere fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle piante, è importante perche conferisce loro un aspetto rigoglioso, soprattutto a steli e foglie.

Le piante d’appartamento infatti non possono usufruire del naturale apporto dell’acqua piovana, che è utile per eliminare polvere e sporcizie che si accumulano sulla pianta stessa.

Se è possibile si consiglia di porre le piante in un luogo dove possano ricevere e trarre benefici dalla pioggia primaverile; in alternativa, se questo non sarà possibile, la pulizia manuale con uno straccio umido può essere una valida alternativa.

Tecniche di irrigazione speciali

Capelvenere

Capelvenere

Ci sono molte tecniche e metodi per praticare l’irrigazione. Le tecniche di irrigazione sono variabili a seconda della specie di piante considerate. Le piante coltivate in appartamento poi hanno necessità idriche molto ampie e spesso peculiari.

Alcune per esempio preferiscono che l’acqua di irrigazione arrivi direttamente dalla superficie del substrato, ciò avviene soprattutto nelle specie che sono dotate di steli legnosi o semilegnosi; questo metodo è preferito principalmente perché in queste specie non si verificano fenomeni di marcescenza localizzati appunto nello stelo.

Altre specie sono più delicate, ma necessitano comunque di una gran quantità di acqua. In questo caso sarà opportuno fornirgliela dalla base della radice, quindi collocarla all’interno di un sottovaso, oppure dal deposito collocato nelle fioriere per idrocultura. Esempi di questa tipologia di piante sono le azalee, la stella di Natale e il ciclamino.

Irrigazione dalla superficie del substrato e dalle radici sono principalmente i metodi tradizionali che possono andare bene per la maggior parte degli esemplari di piante coltivate in casa.

Bromelia

Bromelia

Esistono comunque alcune specie molto conosciute e molto comuni che necessitano di cure particolari per quanto riguarda l’apporto d’acqua.

Per esempio le bromelie, spesso presenti nei nostri appartamenti, necessitano di quantità d’acqua concentrate nella cavità centrale formata dalle foglie disposte tipicamente a rosetta.

Naturalmente anche tutte le cactacee sono piante con necessità di irrigazione particolari. Per queste piante è importante somministrare l’acqua in piccole dosi, è inoltre necessario aspettare che il terreno sia del tutto asciutto prima di irrigare nuovamente. L’acqua inoltre deve filtrare bene dai buchi di drenaggio collocati sul fondo del vaso, per evitare accumuli e successive marcescenze.

Esistono poi altre piante particolari, come le rampicanti o le epifite dotate di radici aeree, coltivate con tutori o in recipienti colmi di fibre naturali o corteccia, che necessitano, oltre ad una quantità di acqua fornita in maniera tradizionale, anche di nebulizzazioni sulle radici esposte all’aria, poiché queste ultime sono dotate di tessuti squamosi capaci di trattenerla a lungo.

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