Le nostre piante: la maestosa fioritura dell’ippocastano

L’ippocastano è uno tra gli alberi più comuni sul territorio italiano. Si tratta di un imponente albero da fiore che per lungo tempo ha adornato viali e giardini di importanti dimore, grazie soprattutto alla sua capacità di regalare importanti e piacevolissimi spazi ombreggiati. Attualmente è molto

Ippocastano in primavera

Ippocastano in primavera

complicato trovare esemplari giovani di ippocastano; di solito se ne possono trovare esemplari isolati nei giardini privati: è molto apprezzata la fioritura colorata tipica di alcune varietà.

Il suo scarso utilizzo nel periodo attuale è da imputare soprattutto ad un fastidioso parassita in arrivo dai territori dei Balcani: la cameraria. Questo insetto sfibra talmente tanto l’albero da causare la caduta anticipata del fogliame.

Conoscere l’ippocastano

Il nome di questo albero deriva dall’unione di due termini in greco: “ippos”, cioè cavallo, e “kastanon” cioè castagna, ciò perché i frutti di questo albero venivano comunemente utilizzati, dopo un processo si deamarizzazione in acqua calda, come nutrimento per i cavalli.

Il suo nome scientifico è invece Aesculus Hippocastanum. Si tratta di un albero molto longevo, supera spesso i 300 anni di vita, è originario dei territori dell’Est Europa (tra Caucaso e Balcani).

Ippocastano a fioritura rossa

Ippocastano a fioritura rossa

Il tronco di questo vigoroso esemplare può raggiungere anche 30 metri di altezza, cresce dritto ma nodoso. Anche i rami sono molto grandi e carichi di foglie, tanto da creare un’illusione ottica che lo fa sembrare più imponente di quanto non sia in realtà.

La parte più bella dell’ippocastano è senza dubbio la densa chioma dalla tipica forma tondeggiante. Nonostante la chioma sia formata da più rami è talmente fitta da riuscire a sembrare un tutt’uno. La disposizione dei rami è piuttosto particolare: quelli più bassi si dispongono quasi orizzontalmente, via via che si sale si osserva una disposizione quasi a “candelabro”. La dimensione normale della chioma è di 8 metri di diametro, ma si osservano casi in cui si sono superati i 15 metri.

La corteccia dell’ippocastano varia la conformazione a seconda dell’età dell’esemplare. Quando l’albero è giovane si osserva una corteccia liscia e di colore scuro, con il passare del tempo tende a desquamarsi in placche più chiare.

Le foglie si dispongono in maniera opposta, sono attaccate ai rami mediante un picciolo che raggiunge anche 15 centimetri di lunghezza. Normalmente sono composte sempre da elementi dispari, fino ad un massimo di sette. Le foglioline, allo stato di gemme, sono ricoperte da una sostanza collosa che le protegge. Il fogliame dell’ippocastano è caratterizzato da una profonda nervatura centrale, la lamina superiore risulta di colorazione più scura rispetto a quella inferiore, in questo modo l’ombra prodotta non è troppo buia. Anche al tatto le foglie risultano molto diverse: la parte superiore si presenta lucida e liscia, quella inferiore è opaca e più scabra. Durante questo periodo autunnale le grandi foglie dell’ippocastano assumono una gradevole colorazione gialla, purtroppo restano molto poco sull’albero.

E’ facile osservare le radici dell’ippocastano poiché si sviluppano piuttosto in superficie. Si deve valutare molto bene la posizione di questa pianta poiché l’apparato radicale, dato l’estremo vigore, potrebbe causare ingenti danni.

La fioritura dell’ippocastano

L’apice della fioritura si raggiunge tra aprile e maggio. I fiori sono di colore bianco con l’interno rosa più intenso; i fiori sono piuttosto resistenti e riescono a sopravvivere per circa un mese senza appassire.

Ippocastano pianta

Ippocastano a fioritura bianca

Si tratta di fiori a cinque petali, di circa 2 centimetri di dimensione, sono ermafroditi e si riuniscono in mazzetti. Negli esemplari a crescita spontanea l’interno si presenta di colore giallo. Gli stami sono piuttosto visibili e terminano con antene dalla colorazione arancione intenso. I vari mazzetti che raggruppano i fiori sono disposti su una sorta di pannocchia eretta decisamente resistente, questa raggiunge solitamente almeno 30 centimetri di altezza.

Esiste un particolare ibrido di ippocastano che si caratterizza per la colorazione rossa della fioritura. Se tratta dell’Aesculum x carnea ed è generato dall’ibridazione di Ae. Hippocastanum e Ae Pavia: si ottiene un ibrido dal portamento arboreo e dai tipici fiori in tutte le variazioni cromatiche del rosso. Per quanto riguarda le dimensioni di questo esemplare solitamente sono intermedie, non supera mai i 12 metri di altezza. E’ possibile riprodurlo tramite seme, si otterranno particolarissime tonalità di colore per quanto riguarda la fioritura. Inoltre questo particolare ibrido si presenta come più resistente ai climi secchi e all’attacco parassitario della cameraria.

Evitare le potature

Se si sceglie di ospitare un ippocastano è bene considera le dimensioni che potrà raggiungere l’albero. Si tratta di una pianta ottimale come esemplare isolato, ma va anche molto bene per creare alberature lungo i viali, meglio se fuori città. Siccome lo sviluppo della chioma è piuttosto rapido è importante distanziare molto bene i vari esemplari.

Vi sconsigliamo di procedere con la potatura dell’ippocastano: potrebbe causare la perdita dell’armonia della forma originale. Oltre a questo problema in parte estetico è bene evitare di potare la pianta perché si rischia di causare ferite profonde ai rami che non sempre si possono curare, in quanto la pianta ha una scarsa capacità di richiuderle.

Se però la pianta si sviluppa a tal punto da danneggiare strutture limitrofe allora è necessario procedere con la potatura: state attenti all’eccessiva vicinanza dei rami sia ai muri che ai tetti. Ripetiamo nuovamente che per evitare problemi di questo tipo è meglio considerare bene le adeguate distanze al momento dell’impianto dell’albero.

La particolare riproduzione dell’ippocastano

ippocastano frutti

Frutto dell'ippocastano

Per riprodurre l’ippocastano è necessario seguire un iter particolare. Per prima cosa si deve procedere con la raccolta del frutto: le castagne amare che comunemente trovate per strada durante l’autunno; queste vanno subito conservate in un miscuglio di sabbia e torba fino alla primavera successiva.

Se le piantine generate dalle castagne amare hanno raggiunto una dimensione sufficiente andranno trapiantate in un vaso più grande, ma soprattutto più profondo, in modo tale da dare al possibilità alle radici di svilupparsi.

Questo processo va ripetuto per quattro anni, trapiantando sempre la pianta in vasi più grandi e più profondi.

Allo scadere del quarto anno la pianta entra “in succhio”, cioè inizia la sua stagione vegetativa vera e propria: questo è il momento giusto per metterla a dimora. L’ippocastano non ha particolari necessità per quanto riguarda la tipologia del substrato, è però necessario scegliere un luogo piuttosto soleggiato.

Per avere ottimi risultati di crescita è meglio scegliere un terreno fresco e ben drenato.

Il frutto dell’ippocastano: la castagna amara

Tutto conosciamo il frutto dell’ippocastano, a partire da inizio autunno è molto facile trovarne per strada anche nelle nostre città. Questi frutti vengono normalmente chiamati castagne d’india, oppure castagne amare: si tratta di frutti sub sferici di circa 4 centimetri di diametro. Sono molto simili alle castagne commestibili, sia per quanto riguarda l’aspetto che per quanto riguarda lo sviluppo. Il frutto appena caduto appare lucido e morbido, con il passare dei giorni l’acqua contenuta al suo interno si assorbe e questo assume un aspetto più scuro e legnoso.

Ogni riccio della castagna amara contiene quatto semi, questi iniziano ad accrescersi per raggiungere la dimensione massima circa un mese prima della maturazione.

Nonostante questa castagne siano ricche di nutrienti, e abbiano un ottimo aspetto, non sono commestibili: oltre ad avere un gusto decisamente amaro sono potenzialmente velenose per l’uomo. Spesso vengono utilizzate, dopo trattamenti, per nutrire alcuni animali.

Castagna amara - Frutto dell'ippocastano

Castagna amara - Frutto dell'ippocastano

Il parassita che attacca l’ippocastano: la Cameraria

L’ippocastano è una pianta decisamente resistente. Non patisce il freddo, neanche il caldo e l’azione del vento. L’unico vero nemico di questa pianta è la Cameraria ohridella: si tratta di una piccola farfalla che indebolisce l’ippocastano quando è in fase larvale.

I maggiori danni sono all’apparato fogliare. Questi parassiti scavano lunghe gallerie all’interno delle foglie fino a provocarne il disseccamento. Le piante colpite da questo parassita risultano completamente spoglie già alla fine del mese di luglio.

Attualmente non sono state trovate soluzioni al problema. Il metodo più efficace attuato per eliminare il problema consiste nel raccogliere e distruggere tutte le foglie cadute prima dell’arrivo della brutta stagione, anche perché è proprio lì che sono contenute le crisalidi di questo lepidottero infestante.

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