Il Parco dei Cento Laghi, un territorio da favola

Il Parco dei Cento Laghi si colloca tra l’Emilia e la Toscana; è un territorio molto particolare, il clima favorevole rende la zona decisamente interessante dal punto di vista della natura e del paesaggio circostante: laghi di quota e pendii boschivi riescono a convivere nello stesso territorio.

Parco dei Cento Laghi

Parco dei Cento Laghi

Questo particolare fenomeno è spiegato dalla presenza del Mar Ligure nelle immediate vicinanze: i venti sviluppati dal mare portano le correnti marine sulle coste di Liguria e Toscana; quando l’aria incontra gli Appennini inizia a risalire sviluppando nubi che, inevitabilmente, daranno origine a fenomeni temporaleschi. Si calcola che in un anno, su questo territorio, cadano circa 3000 millimetri di pioggia; ed è proprio grazie a queste condizioni atmosferiche inusuali che la Natura può crescere prosperosa, l’abbondanza di acqua da vita ad un numero impressionante di laghi.

Si deve comunque specificare che il numero di laghi è molto alto ma non sono cento (se ne contano circa venti), ma la loro presenza in alta quota ha connotato talmente tanto il territorio da identificarlo ugualmente come il Parco dai Cento Laghi.

Alcune precisazioni sul parco regionale

Il parco in questione si chiama Parco regionale di crinale Alta Val Parma e Cedra. E’ stato istituito nel 1995 e si estende per circa 12.580 ettari, suddivisi tra parco, preparco e Riserva naturale dello Stato. La particolarità di questo luogo è l’altitudine: infatti si passa da 746 a 1.859 metri sul livello del mare.

Parco dei Cento Laghi -Lago Santo

Parco dei Cento Laghi - Lago Santo

Questa variazione altimetrica rende il parco un luogo adatto per gli amanti del trekking, ma in più da la possibilità di osservare un gran numero di piante ed essenze decisamente particolari.

La favola inizia in primavera

E’ proprio in primavera che il paesaggio diventa mozzafiato: ad altezze differenti, che si aggirano tra i mille e duemila metri, si possono ammirare distese sconfinate di foreste di faggio e abete arricchite da piccoli laghi, prati e torbiere, fenomeni insoliti a queste altezze.

Quello che colpisce maggiormente i sensi, soprattutto nelle giornate particolarmente terse, sono i profumi della terra e delle piante, guidando il visitatore in un’esperienza sensoriale del tutto unica. L’ambiente è sorprendente: si riesce a percepire tutta la bellezza della Natura nel momento in cui – durante un’escursione – la foresta si apre come un sipario, regalandoci la vista delle sponde calme di un lago dalle acque trasparenti.

Qui l’uomo non ha lasciato le sue tracce, se ne percepisce la presenza solo incontrando qualche casa forestale. La mancanza dell’uomo si sente ancora di più quando capita di scorgere la presenza silenziosa degli animali, finalmente, indisturbati nel proprio habitat. Sporadicamente capiterà di avvistare anche lupi e aquile reali.

Platanthera chlorantha

Platanthera chlorantha

Il numero di presenze in questo parco durante l’anno è piuttosto alto, nonostante questo l’Ente Parco svolge un ottimo lavoro di tutela e valorizzazione dell’intero territorio.

La presenza di segnaletica, sentieri, agriturismo e rifugi sono stati realizzati tutti nell’assoluto rispetto dell’ambiente circostante. In più il Parco dei Cento Laghi rientra in un meritevole progetto Regionale che si occupa di tutelare l’intera dorsale appenninica del territorio emiliano – romagnolo.

La flora da tutelare

All’interno del parco si trovano, oltre al già nominato faggio, esemplari di abete bianco, abete rosso e tasso: specie ormai sempre più rare nei territori dell’Appennino.

Ma lo spettacolo più bello è in primavera, quando a quote più base arrivano i colori: a queste altezze fioriscono le orchidee, tra queste la Dactylorhiza maculata e la Platanthera chlorantha. Salendo di altezza si incontrano specie tipiche dei territori appenninici, come la Primula appenninica, l’Endemismo dell’Appennino Tosco – Emiliano e infine il Geranio crestato.

Felce delle querce

Felce delle querce

Nel sottobosco, grazie alle particolari condizioni di umidità, crescono esemplari di felci: tra le più particolari si possono osservare la Felce delle querce, la Felce crespa e la Lochite minore.

Le particolari condizioni geografiche e climatiche pongono al centro di programmi di tutela numerosi esemplari presenti sul territorio, come per esempio il tasso e l’abete bianco.

La fauna del Parco dei Cento Laghi

Gli animali che popolano il territorio sono quelli che si incontravano nelle favole di quando eravamo piccoli. Per esempio il lupo, anche se sporadicamente, è stato avvistato tra queste montagne.

Aquila Reale

Aquila Reale

I cinghiali e i caprioli si rifugiano tra i faggi; sono stati segnalati anche alcuni cervi, anche se non pare si siano stabiliti all’interno del Parco. Invece sono assolutamente di casa martora, volpe, tasso, faina e donnola.

Sulla vetta del Navert, a circa 1650 metri di altitudine, vola l’Aquila Reale; altre specie, insieme a volatili di piccola taglia, popolano invece i boschi e i laghi. Lungo i torrenti può capitare di incontrare il particolare Merlo acquaiolo.

Anche la fauna lacustre è vivace: all’interno del Lago Santo è presente una popolazione piuttosto rara di Salmerino alpestre; nei laghi minori sono presenti tutte le specie endemiche tipiche della montagna italiana, come i tritoni e la rana appenninica.

Passeggiando nel parco naturale tra i sentieri di boschi e laghi

Una manutenzione costante e un’efficiente segnaletica rendono completamente sicuri i molti sentieri che si sviluppano tra boschi, foreste e

Rifugio Lagdei

Rifugio Lagdei

laghi del parco naturale.

Il Lago Santo

Tra le escursioni più belle c’è l’ascesa del Lago Santo: si tratta del maggior bacino dell’Appennino e si trova a quota 1507 metri di altitudine.

E’ possibile raggiungere il lago sia a piedi che in seggiovia direttamente dalla piana di Lagdei; qui inoltre è presente il centro informazioni del parco, oltre ad una torbiera e alcune strutture didattiche.

Nei pressi del Lago Santo è possibile anche pernottare, grazie alla presenza del rifugio Mariotti.

I Lagoni

Un altro rifugio si trova nei pressi dell’area protetta dei Lagoni.

Partendo proprio da questi laghi è possibile percorrere sentieri che portano ai laghi più piccoli: Lago Scuro, Lago Bicchiere e verso la vetta del Monte Matto.

Il Lago Ballano è il più grande e profondo bacino artificiale del parco, da questo è possibile raggiungere il Lago Verde: si tratta di un piccolo specchio d’acqua davvero suggestivo, dominato dalla presenza del Monte Torricella.

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