Piantare a Giugno l’Amaryllis per avere una fioritura di fine estate

Durante tutto il mese di giugno sarà possibile mettere a dimora l’Amaryllis.

Amaryllis Alba

Amaryllis Alba

La varietà Amaryllis Belladonna è una pianta originaria deiterritori del Sud Africa: appartiene alla famiglia delle Amaryllidacee. Tra le bulbose è una delle più diffuse, principalmente per l’aspetto vistoso e appariscente della fioritura. Questa pianta fiorisce nei mesi di agosto e di settembre, solo in seguito emetterà le foglie.

I fiori hanno una particolare forma a imbuto ed hanno una colorazione rosa; sono lunghi circa 10 centimetri e dal leggero profumo. Se si preferiscono fioriture dai colori bianchi si devono scegliere le varietà Alba, la varietà Kirstenbosh White ha invece i fiori di colore giallo. Questa pianta cresce molto bene sia in piena terra che in vaso.

Amaryllis una pianta tossica

E’ molto importante segnalare che l’Amaryllis è una pianta tossica per l’uomo.

Contiene al suo interno una serie di alcaloidi, sia nei bulbi che all’interno degli organi verdi (gambo e foglie).

L’ingestione di tali sostanze può causare malessere generale e irritazioni cutanee. Si consiglia caldamente di tenere questa pianta lontana dai bambini.

Amaryllis: coltivazione in vaso

Per coltivare l’Amaryllis in vaso servono contenitori di dimensioni medio – grandi: devono avere un diametro di almeno 30 centimetri. Se si sceglie di utilizzare delle cassette si deve scegliere dei modelli con una profondità di almeno 20 – 25 centimetri.

Utilizzando questi contenitori sarà possibile lasciare indisturbate le piante per molto tempo. Per la scelta del substrato si consiglia di utilizzare del terriccio universale, con l’aggiunta di sabbia in parte uguale.

Amaryllis Belladonna

Amaryllis Belladonna

Amarylliis: coltivazione in piena terra

Per coltivare l’Amaryllis in piena terra è necessario interrare i bulbi a circa 30 centimetri di profondità, distanziandolo circa 6 – 8 centimetri l’uno dall’altro.

E’ importante che il terreno sia fertile e ben drenato. Se si ha un substrato particolarmente pesante e argilloso sarà opportuno miscelarlo con sabbia e terriccio universale. Soprattutto se vi trovate in luoghi con gli inverni particolarmente rigidi è meglio mettere a dimora i bulbi in una posizione riparata.

Gli esemplari di amaryllis si adattano bene ad essere utilizzati come bordatura, anche insieme ad altre piante perenni, o all’interno di un’aiuola.

Curare il bulbo

Quando vedrete che la pianta sta iniziando a sfiorire è arrivato il momento di recidere il gambo alla base, in contemporanea si dovranno praticare annaffiature sempre più ridotte.

Le foglie vanno tagliate quando si osserva il completo ingiallimento. La pianta andrà poi conservata in un luogo asciutto e ombreggiato, senza praticare innaffiature, per un periodo di circa due o tre mesi. E’ possibile comunque lasciare i bulbi nel terreno anche durante il periodo invernale.

E’ consigliabile dissotterrare i bulbi circa ogni 5 anni, per poi dividerli. La pianta va nutrita con del fertilizzante sia durante l’autunno che durante la primavera. Utilizzate del concime liquido specifico per piante fiorite: basterà aggiungerlo all’acqua di innaffiatura. Nutrite la pianta servirà a migliorare l’accumulo di riserve nutritive nei bulbi, ciò garantirà una fioritura abbondante.

Attenzione alle piante tossiche

piante tossiche

Piante tossiche: Cicuta

Esistono alcune piante, solitamente coltivate in giardino o in casa, che contengono sostanze tossiche per l’uomo; è quindi molto importante conoscere questi esemplari, per poi poterli maneggiare con le dovute attenzioni e cure.

Tra le più comuni segnaliamo la Stella di Natale: questa contiene un latte particolarmente urticante. Anche la linfa di piante molto conosciute, come per esempio la dieffenbachia o il filodendro, sono in grado di causare – anche al solo contatto superficiale – bruciori alle labbra e alle mucose, nei casi più gravi anche lesioni oculari.

Anche l’oleandro è una pianta tossica per l’uomo. Non solo in contatto con la pianta può causare problemi: anche il cibo cotto su una griglia con fuoco alimentato con legno di oleandro può essere pericoloso per l’uomo.

Veleni potenti che compongono le piante

I veleni più potenti contenuti all’interno delle piante tossiche sono senza dubbio gli alcaloidi: queste sostanze sono le più studiate e le più utilizzate dalla farmacologia.

Questi potenti veleni sono presenti in piante come: cicuta, belladonna, maggiociondolo, aconito e colchico, giusto per citare gli esemplari più noti.

Ranuncoli

piante tossiche: Ranuncoli

Anche nel bulbo di bucaneve e narciso si attesta la presenza di sostanze alcaloidi. All’interno dei ranuncoli sono presenti altre due sostanze particolarmente nocive: ranunculolo e ranuncolina.

L’elenco di piante tossiche non si esaurisce qui. Altre piante comunemente diffuse ma tossiche sono: l’aquilegia, a causa della presenza di glicosidi cardioattivi; la dafne, la pianta per intero e in particolare le bacche; la mezereina, il falso zafferano, l’elleboro e l’aro.

Utilizzare le piante tossiche con la dovuta cautela

Tutte le tipologie appena descritte regalano ai nostri giardini stupende fioriture; nonostante questo spettacolo della Natura rimangono tossiche, tutte o solo alcune parti.

E’ molto importante evitare l’ingestione di qualsiasi parte di queste piante, anche accidentale.

Inoltre si consiglia di manipolarle sempre con i guanti, in maniera tale da evitare qualsiasi tipo di contatto che potrebbe rivelarsi nocivo.

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