Piante ed erbe infestanti: un difficile problema per prati e giardini

Un problema comune nella maggior parte dei giardini e spesso anche nei terrazzi di notevoli dimensioni sono quelle erbacce tenaci e insistenti davvero difficili da eliminare.

Edera

L'edera è una pianta infestante che si attacca ai tronchi

Prolificano ovunque, non è infatti strano vederle spuntare anche tra le mattonelle che costituiscono la pavimentazione, o far capolino dal manto stradale di strade e marciapiedi.

La definizione di erbacce può essere estesa ad un gran numero di piante. Per esempio tra queste c’è anche l’edera, in grado di arrampicarsi lungo i tronchi degli alberi riuscendo a soffocarli.

Fitolacca

Fitolacca

Un altro esempio è la fitolacca, si trova un po’ ovunque e le bacche presenti sui suoi grappoli solitamente sporcano e danneggiano pavimentazioni, abiti e tutto ciò che incontrano. Oppure c’è anche l’equiseto, che grazie alle sue radici profonde riesce a crescere e diffondersi ovunque in poco tempo.

Non è facile controllare questo problema, spesso mette in crisi anche chi non vorrebbe utilizzare sostanze chimiche per eliminarle.

In più, nonostante gli innumerevoli problemi che provocano, le erbacce sono un nutrimento per una gran parte degli insetti; eliminarle vuol dire in un certo modo alterare l’ecosistema.

Le piante monocotiledoni

Semplificando molto possiamo inserire nel gruppo delle monocotiledoni le specie che germogliano da seme sviluppando una sola foglia, le

dicotiledoni invece ne sviluppano due direttamente da seme. Il grano rientra nelle monocotiledoni, invece il fagiolo nelle dicotiledoni.

Graminacee monocotiledoni

Graminacee, sono piante monocotiledoni

Le monocotiledoni non generano piante dall’aspetto gradevole.

Appartengono a questo gruppo le graminacee, queste non generano fiori vistosi e neanche colorati, non sono caratterizzate da frutti carnosi, ma producono al loro posto delle spighe che creano centinaia di semi che si distribuiscono sul terreno. Se non si controlla la produzione e la germinazione dei semi questi in pochi anni possono invadere con molta semplicità territori enormi, facendo scomparire il manto erboso.

Fortunatamente una delle caratteristiche di questa specie è di elevarsi in altezza rispetto al terreno; sarà quindi agevole eliminarle con periodiche falciature dei prati. L’obiettivo principale è soprattutto quello di evitare che le monocotiledone vengano eliminate prima della produzione dei semi.

Nel caso delle annuali, se si evita la produzione di semi, le radici moriranno in autunno, riducendo molto la possibilità di infestazione.

Equiseto

Equiseto

Non è così facile eliminare queste piante, anche perché i loro semi sono molto resistenti. Alcune specie sono in grado di germogliare anche dopo 10 anni dalla produzione del seme.

Un caso particolare di infestante: l’ortica

L’ortica appartiene alla famiglia delle dicotiledoni. La sua presenza segnala un eccesso di azoto nel substrato. Ha la capacità di svilupparsi soprattutto ai bordi dei prati dove il suolo risulta più umido, o più facilmente nei punti dove è stata collocata una quantità eccessiva di concime. E’ un infestante piuttosto comune e ne esiste un gran numero di specie differenti.

L’ortica ha anche dei pregi; è infatti un’ottima pianta foraggiera in grado di rendere i bovini più resistenti soprattutto alle malattie infettive; in più provoca l’aumento della quantità di latte ed è in grado di donare un manto più lucente ai cavalli. Anche tacchini e pollame risentono dei benefici dell’ortica: se aggiunta al nutrimento ingrasseranno di più e miglioreranno la qualità delle uova prodotte.

Crescendo in ambiente ricco di azoto l’ortica è ricca di clorofilla, soprattutto nel suo fusto, ed è utilizzata dalle industrie per l’estrazione della clorofilla. Dalle foglie invece si estrae un colorante naturale, utilizzato per medicinali, cosmetici, liquori e prodotti igienici.

Ortica

Ortica

L’ortica ha un’azione rivitalizzante per le piante che le crescono attorno, proprio come avviene con la camomilla. Risentono dei benefici di questa pianta soprattutto le aromatiche, ed in particolare la menta. Sembra sia in grado di fare aumentare il contenuto di olio essenziale. Altro effetto benefico dell’ortica è dato dal macerato della pianta stessa. Questo può essere spruzzato sulle piante infestate dagli afidi ed è in grado di liberarle senza l’utilizzo di prodotti chimici.

Non dimentichiamoci dell’uso alimentare dell’ortica. Se fresca e tenera è un ottimo ingrediente per la nostra cucina: usata per insaporire carni e nei risotti è ottima in decotti dal potere terapeutico.

Quando il muschio infesta il prato

Il muschio compare soprattutto nelle zone d’ombra e scarsamente drenate dei prati. Infatti questo non ama il sole e predilige le zone umide. E’ più facile che compaia se non si compie l’operazione periodica di rastrellatura dell’area, o in alternativa se non si fanno semine periodiche per rinnovare il manto erboso.

Quest’infestante va eliminato alle prime avvisaglie di comparsa. Inizialmente può sembrare che crei un effetto romantico in un’area limitata del prato, ma in poco tempo si espanderà a dismisura soffocando l’erba. Il problema non va quindi sottovalutato per niente.

Si deve intervenire possibilmente in primavera, trattando il terreno con una soluzione di solfato di ferro diluita in acqua. In alternativa in commercio ci sono molti trattamenti antimuschio specifici che potete utilizzare, in particolare ne esistono alcuni addizionati con del concime, in maniera da reintegrare subito del nutriente. Se l’area danneggiata è ridotta potete spargere la soluzione utilizzando un semplice innaffiatoio; se il danno è più ampio si consiglia l’uso di una pompa a spalla con getto vaporizzato. Prima del trattamento il prato deve essere asciutto; procedete poi con l’irrigazione dopo otto ore dal trattamento.

Muschio

Muschio infestante

Dopo pochi giorni dal trattamento il muschio presente sul prato sarà secco e annerito. Con molta pazienza dovrete eliminarlo con rastrelli e coltelli, evitando di danneggiare l’erba sottostante.

Se il muschio risulta particolarmente persistente potrebbero essere necessari due o tre trattamento scadenzati ogni 7- 10 giorni. Ripetete quindi le operazioni nel momento più fresco della giornata, fino a quando l’infestante non sarà del tutto eliminato. Eliminato il muschio ricordatevi che sarà importante eliminare le cause che lo hanno generato; ripensate quindi ad un sistema di drenaggio ottimale per il vostro terreno.

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