Piante grasse: consigli per mantenerle in ottima salute tutto l’anno

Sono piante provenienti da zone aride, dove l’acqua è scarsa a causa dei rari fenomeni piovosi.

Linaeus, famoso botanico francese, studiò i cactus e li raggruppò nella famiglia botanica delle Cactaceae.

Come si presenta una pianta grassa

Il cactus non è dotato di foglie e sicuramente questo è uno degli elementi principali che lo distingue dalla maggior parte delle altre piante.

L’unica eccezione è data dal genere Pereskia, arbusto spinoso dalla forma arrotondata.

Foto: Esempio di Pereskia, cactus dotato di foglie

Le spine originariamente erano foglie che, con il trascorrere dei millenni, si sono modificate per meglio trattenere l’acqua e per autodifesa della pianta.

Le radici hanno funzione di rendere stabile la pianta e, attraverso queste, il cactus assorbe grandi quantità di sostanze nutritive e acqua dalla terra in cui risiede.

La forma e le dimensioni della pianta grassa sono enormemente variabili: alcune raggiungono le dimensioni di alberi, altre si mimetizzano tra rocce e vegetazione.

Alcune specie producono fiori e bacche. I petali sono delicati, hanno un aspetto satinato e il loro colore varia da bianco, rosa, arancione e rosso; sono piante decorative molto affascinanti.

Le bacche solitamente sono di piccole dimensioni, tranne in alcuni tipi di cactus, dove si presentano più grosse e disposte a grappoli.

Cactus grande come un albero

Suggerimenti per la coltivazione delle piante grasse

Abbiamo spiegato prima che queste specie di piante crescono in terreni sabbiosi, sassosi e asciutti.

Per ricreare un ambiente favorevole alla loro sopravvivenza, si deve provvedere a preparare un terreno composto da più strati che non trattengano eccessivamente l’acqua, inserendo quindi nel vaso che andrà ad ospitare le composizioni di piante grasse, della sabbia, ghiaia, pezzi di corteccia d’albero, e compost organico.

Le radici dei cactus sono molto numerose, è opportuno preparare uno strato di terra dove piantarli di almeno 15 cm di profondità, non tanto per le radici (che non raggiungono grandi profondità) quanto per garantire un corretto drenaggio dell’acqua che riceverà tramite l’irrigazione.

Si consiglia, in caso di piantumazione in vaso, di porre sul fondo cocci di terracotta e un pezzo di tessuto non tessuto (può andar bene anche un pezzo di filtro comunemente usato per le cappe della cucina) per evitare la compattazione della terra nel foro di scolo, con conseguente ristagno d’acqua, deleterio per il cactus.

Posizionare un primo strato di cocci sul fondo del vaso

Prima di aggiungere la terra allo strato appena formato, è consigliabile porre un ulteriore strato intermedio, formato da sabbia.

In caso di concimazione, privilegiare concimi a basso contenuto di azoto.

Consigli generali per curare le piante grasse in tutte le stagioni

A primavera possiamo notare le prime avvisaglie di risveglio vegetativo.

Alcune specie presentano già boccioli pronti a fiorire; prestare molta attenzione all’annaffiatura! In questo particolare momento non serve apportare acqua alle piante grasse, anzi, farlo potrebbe portarle a marcire.

Si può iniziare ad annaffiare, sempre senza esagerare, verso i primi giorni di aprile, preferendo la mattina e controllando che la temperatura ambientale raggiunga almeno i 15 gradi.

Questi due mesi sono i migliori per effettuare i rinvasi e sostituire la terra, aggiungendo al nuovo composto del fertilizzante fosfopotassico.

Solo a partire dal mese di maggio le piante dovranno essere esposte alla luce diretta del sole all’aperto, in modo che possano beneficiare di una buona ventilazione.

CURA: Pianta grassa fiorita esposta alla luce diretta del sole

In estate le piante sono al meglio delle loro caratteristiche, le annaffiature devono avvenire nelle ore serali e solo quando la terra risulta completamente secca.

Nei periodi particolarmente torridi estive molte piante grasse possono andare in estivazione e ciò comporta l’arresto momentaneo della loro crescita: quando ciò avviene, si consiglia di nebulizzare la pianta grassa invece che annaffiarla, sempre nelle ore più fresche.

In autunno le piante si preparano per il lungo periodo di riposo che seguirà nei mesi freddi.

In questa stagione si devono sospendere le concimazioni e diminuire l’annaffiatura, pur mantenendo i cactus in piena luce.

A fine Settembre si possono trasferire all’interno degli ambienti domestici i vasi e, a partire da Ottobre si provvederà ad effettuare due sole annaffiature a distanza di 15 giorni, giungendo l’ultima, a metà novembre.

Nei mesi invernali, a causa dell’abbassamento delle temperature e la sospensione delle annaffiature, la terra si asciuga e le piante vanno in riposo.

Mini cactus ornamentali

Mini cactus ornamentali per creare composizioni di piante grasse

Si può a questo punto decidere di sistemare le piante grasse in un locale non riscaldato ( potrebbe andar bene un garage, soffitta, scala e perfino cantina). Se le temperature dovessero rivelarsi troppo rigide, si consiglia avvolgere i vasi in carta da giornale o in tessuto non tessuto.

E’ preferibile scegliere un locale illuminato, ma se le piante sono in completo riposo, poca luce non arrecherà loro danni.

In molti casi si legge che i cactus possono trovare ricovero invernale in stanze poco illuminate, con temperature di 20-23°, dove dovrebbero continuare ad essere annaffiati; in realtà facendo in questo modo si otterrà una crescita ridotta della pianta che inoltre manifesterà una deformazione permanente; le conseguenze potrebbero essere una mancata futura fioritura e un indebolimento forte dovuto al mancato riposo.

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