Le piante tappezzanti, riempire gli spazi vuoti con Lonicera e Cotoneaster

Può capitare anche nei giardini più piccoli di trovarsi con zone in primo piano da riempire perché non si è pensato di mettere a dimora per tempo esemplari di piante perenni o annuali da fiore.

Lonicera sempervirens

Lonicera sempervirens

Il problema può essere risolto in maniera piuttosto semplice scegliendo degli arbusti fioriti come per esempio esemplari di Lonicera o Cotoneaster: si tratta di piante sempreverdi che funzioneranno in maniera ottima da tappezzanti, riempiendo con successo antiestetici vuoti.

Queste piante sono facilmente reperibili in tutti i garden center; vengono vendute in piccoli contenitori e possono essere tranquillamente messe a dimora anche durante i mesi più caldi.

Si tratta di esemplari coltivati in zolla, per questo motivo non sono colpite dal tipico stress da trapianto che solitamente causa problemi alla maggior parte degli esemplari trapiantati nella stagione estiva. E’ però importante fornire queste piante di una giusta quantità d’acqua per poter superare al meglio la stagione calda.

Riempire i vuoti scegliendo la Lonicera

Questa pianta appartiene alla famiglia delle Caprifoliacee. Il genere comprende circa 200 piante suddivise in rampicanti, arbusti, sempreverdi e piante a foglia caduca.

Se non si utilizzano dei supporti per guidare la pianta questa assume un portamento prostrato. Esistono molte specie afferenti tra le sempreverdi, quelle più diffuse e commerciate sono principalmente due: la Lonicera Japonica e la Lonicera Sempervirens.

Lonicera Japonica

Lonicera Japonica

  • Lonicera Japonica: questo esemplare è originario di Cina e Giappone; si tratta di una pianta semirustica, con portamento rampicante e sempreverde. Ha foglie con forma ovata dal colore verde chiaro; i fiori hanno colorazioni tenui che variano dal bianco al giallo, profumano delicatamente e sbocciano derettamente dalle ascelle delle foglie.
  • Lonicera Sempervirens: questa pianta è originaria dei territori degli Stati Uniti. In questo caso si tratta di un esemplare arbustivo, con portamento rampicante, anch’esso sempreverde. Il fogliame ha forma ovata. I fiori hanno colorazioni differenti tra esterno e interno: la parte più esterna ha un colore rosso vivo, nella parte interna la colorazione varia e assume tonalità che vanno dal giallo all’arancio. I fiori terminano in spighe.

Scegliere il Cotoneaster

piante tappezzanti

Cotoneaster conspicuus

Si tratta di un genere che comprende circa cinquanta specie differenti di arbusti sia a foglie decidue che sempreverdi. Il portamento è variabile, dipende molto dall’esemplare, può essere alternativamente eretto o prostrato. Le specie sempreverdi comunemente sono più adatte se collocate in siepi, quelle prostrate sono ottime per ricoprire interamente porzioni di terreno.

Tra gli esemplari più diffusi e comunemente in commercio segnaliamo due differenti varianti: Cotoneaster Franchetii, Cotoneaster conspicuus e Cotoneaster lacteus.

  • Cotoneaster Franchetii, Cotoneaster conspicuus e Cotoneaster lacteus: sono tutte specie sempreverdi comunemente utilizzate per coprire zone libere dei giardini, oppure da collocare in piccole scarpate per tappezzarle interamente. Per far crescere al meglio queste piante ci si deve assicurare ce il terreno, prima dell’impianto, sia del tutto ripulito dalla presenza di erbacce perenni. Si dovrà mantenere il suolo in queste condizioni fino a quando gli arbusti non si saranno ben sviluppati e rafforzati.

I prezzi di Cotoneaster e Lonicera

Cotoneaster Franchetii, Cotoneaster conspicuus e Cotoneaster lacteus solitamente vengono venduti in vasi dal diametro di 18 centimetri al un costo di 22 euro circa al vaso. Per quanto riguarda la Lonicera Japonica e la Lonicera Sempervirens vengono anch’esse vendute in vasi di circa 18 centimetri di diametro, ad un prezzo di circa 20 euro al vaso.

Cotoneaster lacteus

Cotoneaster lacteus

Come curare queste piante durante la stagione estiva

E’ molto importante innaffiare con regolarità queste piante durante tutto il periodo estivo, in maniera tale da mantenere il terriccio sempre leggermente umido. Questa operazione è ancora più importante, perciò non va assolutamente dimenticata, nel primo periodo che segue la messa a dimora della pianta.

In più vi consigliamo di eseguire una pacciamatura, si esegue stendendo uno strato di qualche centimetro costituito da corteccia di aghifoglie alla base delle piante. In questo modo si otterranno benefici plurimi: prima di tutto si limiterà la crescita di piante infestanti in prossimità degli esemplari, in secondo luogo si limiterà l’evaporazione dell’acqua dal terreno e il questo rimarrà umido più a lungo.

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