Piante tropicali: la Tillandsia

PIANTE TROPICALI

La Tillandsia è una pianta tropiacale della famiglia delle Bromeliacee

Oggi mi voglio soffermare su una pianta molto particolare.

Si tratta della Tillandsia una pianta tropicale  che, sono sicura, catturerà la vostra attenzione.

Una delle sue peculiarità è quella di essere una pianta aerea, in quanto vive prevalentemente sui rami degli alberi o sopra grandi massi.

La Tillandsia annovera 500 specie differenti, che si presentano come piante molto differenti l’una dall’altra e, spesso, per chi non è del mestiere diventa difficile identificarle.

La pianta sempreverde appartiene alla famiglia delle Bromeliacee, si caratterizza per il suo apparato radicale che svolge prevalentemente una funzione di ancoraggio e sostegno e solo in alcuni casi svolge la funzione di assorbimento nutrizionale.

Proprio per questo motivo non deve essere piantata, ma può tranquillamente entrare a far parte di particolari composizioni ornamentali per esterni e per interni, senza interramenti.

La Tillandsia ha origini controverse, qualcuno menziona il Perù, mentre altri ritengono che arrivi dall’India.

Indipendentemente da tutto si tratta di una pianta tropicale che non gradisce le temperature rigide.

A questo punto vediamo le sue caratteristiche principali.

Le radici della pianta

Fiore della Tillandsia Cyanea

Come ho già accennato le radici sono una particolarità della Tillandsia, in quanto sono presenti a sostegno della pianta. A seconda della specie possono essere semplici o ramificate. In alcuni casi le radici si sviluppano sull’infiorescenza.

La temperatura e l’umidità giocano un ruolo fondamentale sulla crescita dell’impianto radicale e sul numero di radici.

Se vive un periodo di temperatura più bassa e successivamente passa ad una temperatura più mite e costante, la crescita delle radici è maggiore, in condizioni opposte la crescita delle radici subirà un rallentamento.

Le foglie

Anche in questo caso le foglie possono avere forme differenti a seconda della specie.

Durante la fase giovanile la forma è triangolare e di tipo affusolato. Anche la lunghezza può passare da pochi millimetri ad alcuni centimetri a seconda della specie. La sua carnosità e morbidezza la fanno spesso scambiare per una pianta grassa che ovviamente non è.

Il colore delle foglie è di un verde acceso che varia dal chiaro allo scuro. In alcuni casi le foglie prendono una colorazione rossastra, molto suggestiva.

I tricomi

I tricomi sono la vera particolarità della Tillandsia in quanto sono loro a fornire il nutrimento alla pianta.

L’umidità presente nell’aria è raccolta attraverso la struttura dei tricomi posta sull’epidermide.

Il funzionamento è molto semplice e geniale: quando la pianta è secca i tricomi si aprono e catturano il nutrimento, quando invece raggiunge la giusta soglia di umidità questi si chiudono evitando i ristagni.

E ora vediamo di cosa necessita per crescere in ambito domestico.

Cure e attenzioni per coltivare la Tillandsia

La Tillandsia in realtà non necessita di grandi cure, un aspetto che però bisogna tenere sempre sotto controllo è l’aspetto termico.

Se si abita in luoghi miti, allora può restare all’esterno durante tutto l’anno; altrimenti deve essere posizionata all’interno protetta da eventuali sbalzi termici.

Alcune specie non sopportano temperature al di sotto dei 15°C, mentre altre riescono a resistere fino ai 4°C, in ogni caso al di sotto di questa soglia, la Tillandsia non riesce a sopravvivere.

Un’altra cosa da sapere è che nel periodo che va da ottobre ad aprile attraversa un momento di riposo vegetativo necessitando di cure più saltuarie come le bagnature che devono avvenire solo una volta a settimana.

Per quanto riguarda l’acqua la Tillandsia necessita di una nebulizzazione delle foglie abbastanza costante. E’ importante nebulizzare la pianta almeno due volte al giorno con acqua che non sia del rubinetto; deve essere esente da calcare e se si ha la possibilità può essere acqua piovana.

Se viene posizionata all’esterno deve essere collocata in una zona luminosa che però non risulti eccessivamente esposta. E’ preferibile collocarla in un punto di mezz’ombra, priva di eccessiva umidità.

Nelle zone più umide, le Tillandsie devono essere collocate al sole, in quanto c’è il rischio che non fioriscano.

Se invece la si acquista per essere posta all’interno della propria abitazione, allora richiede un luogo fresco, con una buona luce magari proveniente da una finestra a Sud della casa. Se non si ha a disposizione questo tipo esposizione allora è meglio utilizzare una lampada fluorescente posta a 15-30 centimetri dalla pianta in modo che le venga fornito il 92% della luce emessa in condizioni normali dal sole.

Per quanto riguarda l’aspetto vero e proprio di posizione, in caso di esterni è possibile ancorarla al tronco o sul ramo dell’albero, mentre all’interno può essere appoggiata sopra un masso decorativo e protetta da un manto di muschio.

Problemi e malattie

La Tillandsia può trovarsi in alcuni situazioni pericolose che le rendono complicata la sopravvivenza. Come fare in questi casi? Vediamolo insieme.

Se vi dovesse capitare di notare una caduta costante delle foglie ed una colorazione in punta di queste tendente al nero, è molto importante toglierle fino a ritrovare la resistenza della pianta.

In questo modo se rimane una parte significativa sana, allora la Tillandsia si riprenderà.

In altri casi vi potrà capitare di notare che la base della pianta risulti molle, in quel caso è necessario asportare la parte marcia ed attendere che la parte rimanente asciughi e si secchi.

Anche in questo caso se si riesce a salvare una buona parte della pianta, la Tillandsia si riprende, continuando a crescere in modo regolare.

Curiosità sulla Tillandsia

La Tillandsia è considerata un biorilevatore, in quanto è in grado di raccogliere oltre all’aria anche gli agenti inquinanti come l’IPA (idrocarburi policiclici aromatici) sospettati di provocare il cancro.

La pianta assorbendo l’aria, recupera gli agenti inquinanti, li metabolizza e li mangia; secondo studi rilevanti riesce a catturarne 0,2 milligrammi per un chilogrammo di pianta.

E adesso dopo aver visto le foto e aver capito come la si coltiva, dite la verità, non desiderate possederne una?

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