Poco tempo per le piante d’appartamento? Scegliamo l’idrocoltura

L’utilizzo dell’idrocoltura permette di semplificare le cure per le piante d’appartamento. Il problema principale che si risolve mediante l’utilizzo delle coltivazioni in acqua è legato ai bisogni idrici. Si tratta comunque di un processo irreversibile dai molti vantaggi.

Cos’è l’idrocoltura o coltura idroponica

L’idrocoltura, comunemente conosciuta anche con il nome di coltivazione idroponica, è una tecnica molto semplice e pulita, in grado di risolvere i problemi legati sia a periodi di siccità che all’eccessivo quantitativo di acqua somministrato alle piante. Utilizzando questa tecnica è quindi possibile scongiurare due delle maggiori cause di morte delle piante, soprattutto se in appartamento.

Coltura idroponica

Coltura idroponica

L’idrocoltura prevede la coltivazione degli esemplari direttamente nell’acqua al posto del terreno. Per praticare coltivazioni idroponiche è necessario utilizzare due differenti contenitori di diverse dimensioni. I nutrimenti utili per la crescita delle piante vengono direttamente somministrati attraverso sostanze nutritive da aggiungere, con scadenze regolari, direttamente nell’acqua.

E’ abbastanza semplice convertire all’idrocoltura molte piante normalmente ospitate in casa, è solo molto importante seguire con attenzione le istruzioni utili per realizzare questa particolare tecnica. Il vantaggio di questo sistema è che tutti gli esemplari che passeranno all’idrocoltura potranno essere lasciati senza nessun tipo di cura per alcune settimane: non ci saranno sofferenze e neppure danni, poiché le radici non risulteranno prive di ossigeno e potranno svilupparsi in tranquillità.

Procedere con l’idrocoltura

Il primo passaggio per realizzare questo tipo di coltivazione è eliminare la terra. La pianta va estratta dal vaso e si devono pulire in maniera meticolosa le radici da ogni eventuale residuo di substrato.

Idrocoltura

Idrocoltura

I vasi per idrocoltura

Il passo successivo riguarda l’allestimento della pianta all’interno del vaso. Per prima cosa è necessario munirsi dei doppi vasi: all’interno del vaso più grande si deve collocare un cestello più piccolo. Il contenitore di dimensioni minori deve essere forato, in maniera tale da consentire il contatto diretto con l’acqua.

La pianta, privata della terra, deve essere alloggiata all’interno del vaso insieme ad un substrato leggero e poroso: comunemente si utilizza l’argilla espansa: questo materiale si mantiene facilmente umido e permette alle radici di espandersi indisturbate.

Il vaso più piccolo va poi inserito all’interno del vaso più grande. Il vaso di dimensioni maggiori solitamente ha anche finalità di tipo ornamentale; all’interno del vaso più grande si colloca l’acqua e, a scadenze regolari, anche le sostanze nutritive apposite per questo tipo di coltura.

E’ importante che il contenitore di dimensioni maggiori sia dotato di un indicatore in grado di valutare il livello di acqua presente al suo interno. Solitamente si tratta di un galleggiante con tre indicazioni: acqua abbondante, acqua ottimale, acqua scarsa.

Per facilitare la comprensione questi indicatori di solito sono colorati, e di facile lettura; quando il livello si abbassa in maniera repentina vuol dire che le radici hanno già assorbito l’intero quantitativo d’acqua, oppure questa è evaporata a causa delle condizioni ambientali sfavorevoli.

Anche quando l’acqua all’interno del vaso inizia a scarseggiare non c’è il rischio che le radici si compromettano; ciò accade perché l’argilla che si trova nel contenitore interno, anche in caso di siccità improvvisa, non si compatta e non diminuisce di volume, lasciando quindi intatto l’apparato radicale.

Non è necessario rinvasare spesso le piante coltivate in questo modo, la crescita infatti è piuttosto lenta. Se per caso si presenta la necessità è importante evitare di sostituire il substrato di argilla, questo andrà solamente rimboccato fino al raggiungimento della quantità necessaria per colmare il nuovo contenitore.

Coltivazione idroponica in tre passaggi

Come abbiamo già sottolineato si tratta di una tecnica molto semplice da realizzare. E’ però importante eseguirla in maniera corretta, solo in questo modo le piante potranno sopravvivere al meglio. Di seguito indichiamo i tre passaggi fondamentali da seguire scrupolosamente.

coltivazione idroponica

Pulire le radici

  1. Il primo passaggio è il più importante. Si devono pulire al meglio le radici della pianta coltivata in terra. Immergete la pianta in un contenitore pieno di acqua tiepida, ripetete l’operazione più volte fino a quando tutto il terriccio non sarà stato eliminato.
  2. Procuratevi un vaso di plastica trasparente e bucato, sarà facile reperirlo nei garden center specializzati. In questo contenitore va collocata la pianta; successivamente sarà necessario riempirlo di argilla espansa, in maniera tale da non lasciare intercapedini vuote attorno alle radici.
  3. Nel secondo contenitore, quello più esterno, si deve inserire l’indicatore di livello idrico, in seguito andrà collocato il primo contenitore con all’interno la pianta. Il contenitore interno deve essere di almeno tre centimetri più piccolo rispetto a quello esterno. Come ultimo passaggio va riempito il vaso più esterno di acqua, stando attenti al livello segnato dall’indicatore.

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