Il prato in inverno: la neve

Durante l’inverno, soprattutto nei territori del nord, la neve è un fenomeno meteo normale e non dovrebbe mai coglierci alla sprovvista.

Da sempre consideriamo i ristagni come i nemici maggiori di qualsiasi pianta, quindi anche dei prati. Seguendo questo ragionamento è facile supporre che la neve non possa far altro che creare dei problemi al prato, anzi l’idea più comune è che potrebbe addirittura soffocare non solo la parte aerea, ma anche le radici.

In verità l’azione della neve non è assolutamente dannosa per il prato, anzi svolge un’azione positiva di protezione. Continuate a leggere il seguito di questo articolo per capire come agisce.

Neve: azione dannosa o benefica?

Come abbiamo già accennato è assolutamente normale e legittimo pensare che la neve possa danneggiare il nostro prato, anche perché molto spesso si tratta di una spessa coltre che oltre a ricoprire la superficie potrebbe agire ancora più in basso fino a livello radicale.

prato in inverno

Il prato in inverno

Il problema non è tanto nel momento in cui la neve cade e si deposita. Il timore è più che altro legato all’idea che un inverno particolarmente nevoso possa ingiallire il manto erboso sottostante lasciando aree completamente sprovviste di erba.

Possiamo rassicurarvi dicendovi che la neve non agisce assolutamente in questo modo sul prato. Un ipotetico problema viene sfruttato invece come vantaggio per il manto erboso. E’ comunque molto importante che a priori il prato disponga di un ottimo sistema di drenaggio, in caso contrario effettivamente la presenza della neve potrebbe costituire un problema non da poco.

Ecco come agisce la neve sul prato

Marciume grigio delle nevi o Typula Incarnata

Marciume grigio delle nevi o Typula Incarnata

La neve che ricopre il manto erboso agisce come naturale protezione poiché si comporta creando una solida barriera di protezione tra l’aria fredda invernale ed il substrato. Ovviamente lo strato di neve garantisce al terreno che ricopre una temperatura che non andrà mai sotto 0°C.

Per rendere l’idea in modo semplice potremmo accomunare lo strato di neve con l’azione normalmente svolta da un benefico strato di pacciamatura: il freddo intenso dell’inverno non danneggia il terreno e lo strato radicale rimane preservato. La seconda azione benefica svolta dalla neve consiste in un graduale, ma costante rilascio di acqua, in questo modo il substrato non avrà la possibilità di inaridirsi e l’acqua ceduta dalla neve risulta di ottima qualità, poiché ricca di sostanze nutritive depositate con il passare del tempo sullo strato superficiale.

Ma come mai la neve non soffoca il manto erboso? È molto semplice capire il perché, basta solamente analizzare la composizione di un fiocco di neve: un fiocco di neve è composto da cristalli e aria, ed è proprio per questo che si presenta molto leggera.

Un’unica indicazione molto importante per far si che l’azione della neve agisca in maniera positiva: quando nevica evitate di calpestare il prato, in questo modo eviterete di compattare lo strato di neve che solo così limiterebbe l’ossigenazione della porzione di erba sottostante. Inoltre la neve compatta si scioglie con maggiore difficoltà e rischia davvero di soffocare l’erba sottostante.

State anche attenti nel formare cumuli di neve troppo pesanti; evitate di posizionarli sul prato perche anche in questo caso la neve rischia di sciogliersi con estrema difficoltà, rallentando la ripresa dell’area vegetativa sottostante.

Malattie del prato durante la stagione invernale

Esistono alcune patologie che colpiscono il manto erboso durante la stagione invernale. Di seguito vi elenchiamo le principali, cercando di spiegarvi cosa fare per correre ai ripari il prima possibile.

Myriosclerotinia Borealis o volgarmente Muffa delle nevi

Myriosclerotinia Borealis o volgarmente Muffa delle nevi

Quando le temperature diventano troppo basse è facile assistere alla comparsa di alcuni funghi in grado di proliferare solo con determinate condizioni ambientali. Tra questi segnaliamo il Marciume Grigio delle nevi, conosciuto anche come Typula Incarnata: normalmente questo fungo si sviluppa quando le temperature sono comprese tra 0° e 8°C, in particolare in caso di neve e umidità.

Si tratta di macchie circolari e frastagliate dalla colorazione gialla, al di sopra si trova un micelio di colore grigio. Con il tempo l’erba soggetta a questo fungo si trasforma in croste. Normalmente questo fenomeno si verifica a causa di errate quantità di azoto o di potassio nelle ultime concimazioni. Si consiglia di procedere eliminando l’erba danneggiata, per poi riseminarla. Utilizzate poi fungicidi specifici appena la temperatura si alza.

Un’altra malattia tipica di questo periodo è l’agente patogeno chiamato Myriosclerotinia Borealis, o normalmente conosciuto anche come Muffa delle Nevi.

In questo caso appare a temperature comprese tra 5° e 12°C su prati con neve e ricchi di sostanze organiche. Si tratta di macchie bianche dalla forma circolare. In questo caso è facile prevenire il fenomeno realizzando una buona concimazione autunnale, in più sarà opportuno non lasciare troppo cumuli di neve sul manto erboso. Trattamenti fungicidi specifici possono eliminarlo con successo.

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