Proboscidea Louisianica: una pianta quasi carnivora


Proboscidea Louisianica - i frutti

Proboscidea Louisianica - i frutti

Si chiama Proboscidea Louisianica, o lusitanica, non si può definire una vera e propria pianta carnivora. Agisce catturando piccoli insetti con facilità e poi li usa come nutrimento. Si tratta di un esemplare dalle caratteristiche piuttosto rare, ma molto facile da coltivare e moltiplicare.

Scoprire la Proboscidea Louisianica

E’ una pianta originaria dell’America, raggiunge un’altezza compresa tra i 40 e 60 centimetri ed è possibile coltivarla con tranquillità anche in vaso.

Proboscidea Louisianica - particolare fiore

Proboscidea Louisianica - particolare fiore

Osservando questa pianta è difficile dire che ha un aspetto gradevole e accattivante, senza dubbio è però possibile definirla curiosa.

Il primo elemento che si nota è che l’intero esemplare è ricoperto da una fitta e finissima peluria; in più questa fitta peluria è completamente intrisa da una sorta di resina appiccicosa dall’odore decisamente sgradevole: un misto tra cloro e ammoniaca.

E’ proprio grazie a questo richiamo olfattivo che la pianta è in grado di attirare a se piccoli insetti, moscerini, mosche e coleotteri. Una volta raggiunta la pianta questi rimangono inevitabilmente invischiati nella resina che la ricopre, morendo poi in tempi davvero rapidi.

Questo comportamento anomalo fa si che la Proboscidea non possa essere definita come una pianta carnivora vera e propria. A differenza della drosera,  e di tutti gli esemplari carnivori, questa pianta non è in grado di produrre gli enzimi utili alla digestione degli insetti. In questo caso vengono assimilati attraverso gli stami, come accade quando si utilizza un fertilizzante fogliare. La pianta si nutre degli insetti perché questi, intrappolati nella resina, pian piano si decompongono.

Fiori, frutti e moltiplicazione

Proboscoidea Louisanica - Insetti intrappolati sulle foglie

Proboscoidea Louisanica - Insetti intrappolati sulle foglie

I fiori di questa pianta fioriscono tra il mese di giugno e di luglio, anche questi completamente ricoperti da una fine peluria.

Si tratta di infiorescenze  raccolte in racemi composte da fiori dalla forma tubolare di circa 3 – 5 centimetri. Il colore della corolla è rosa chiarissimo, la gola è invece gialla, caratterizzata da piccole macchioline dal colore rosa – porpora.

Anche il profumo emanato dalla corolla del fiore è piuttosto particolare: è molto intenso, non sempre gradito; ricorda molto quello dell’incenso.  Le foglie hanno una forma ovale, sono molto grandi: le dimensioni variano da 8 a 20 centimetri.

I frutti, della dimensione di circa 10 – 20 centimetri, hanno una forma strana: si tratta di una sorta di baccelli ingrossati alla base che terminano con un prolungamento allungato molto simile ad una proboscide, è infatti proprio da questa particolare forma dei frutti che deriva il nome di questa pianta.

Quando questi frutti raggiungono la maturità perdono lo strato verde che li ricopre; questo si secca e si stacca, facendo quindi intravedere la parte legnosa che costituisce il frutto. Successivamente anche la proboscide muta: si apre in due parti, si formano quindi due uncini appuntiti che solitamente si attaccano al pelo degli animali. In questo modo i semi vengono traspostati lontano dalla pianta che li ha generati.

La particolare forma che assumono i semi ha fatto si che la pianta venisse chiamata con dei nomi decisamente particolari. La tradizione popolare la conosce infatti anche come unicorno, artiglio del diavolo o zanna di elefante.

artiglio del diavolo

Proboscidea Louisianica - il baccello maturo. E' detta anche artiglio del diavolo

Si tratta di una pianta di tipo annuale, o al massimo biennale, che purtroppo soffre i primi freddi, tanto da deperire rapidamente. In ogni caso, nonostante sia un esemplare piuttosto raro, la moltiplicazione attraverso semi è piuttosto semplice, con un altissimo grado di attecchimento.

Per crescere al meglio le basta un substrato di tipo ordinario, un vaso di medie dimensioni (circa 15 – 18 centimetri di diametro) e per le innaffiature va bene anche la normale acqua del rubinetto, a differenza delle altre piante carnivore che hanno bisogno di acqua distillata.

Si consiglia di procedere con le innaffiature ogni 10 – 15 giorni, controllando sempre che il terreno risulti asciutto.

Quando la stagione si presenta molto calda le bagnature possono essere intensificate, è comunque importante evitare che il terreno si inzuppi eccessivamente. Con l’arrivo dell’inverno si possono interrompere le innaffiature fino al successivo deperimento completo della pianta.

Solo per quanto riguarda la posizione è un po’ più esigente: cresce bene se collocata in pieno sole.

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