Il rosmarino: coltivazione e proprietà

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis) è una pianta arbustiva sempreverde, appartenente alla famiglia delle labiate diffusa nei paesi del bacino del Mediterraneo, ma coltivata da secoli anche nei paesi del nord Europa, in America centrale e nelle Filippine. Il rosmarino è caratterizzato dal fusto ampiamente ramificato, dalle foglie lineari e dai fiori piccoli di colore violetto.

Il rosmarino nella cultura e nella tradizione

fiori di rosmarino

I fiori di rosmarino sono di colore violetto

Il rosmarino è una pianta legata simbolicamente all’amore e al matrimonio: in Inghilterra e Germania è considerata un simbolo commemorativo ed è utilizzata all’interno dei bouquet delle spose o posta nelle culle dei bambini.

Secondo la tradizione, si dice infatti che abbia un effetto protettivo nei confronti delle influenze maligne. Infine i rametti possono venire posti all’interno delle librerie o tra i vestiti per proteggerli dalle tarme e per rilasciare un profumo gradevole.

Il rosmarino viene anche citato in capolavori della letteratura come l’Amleto o il Don Chisciotte.

Proprietà del rosmarino e usi in cucina e in medicina

Ovviamente l’uso più conosciuto di questa pianta è quello in gastronomia. Infatti le foglie fresche o essiccate di queste piante sono usate in cucina per aromatizzare i cibi: dagli arrosti con patate al risotto.

Nella medicina tradizionale il rosmarino veniva utilizzato all’interno di infusi contro le coliche renali, la dismenorrea, i problemi dell’apparato respiratorio e in lozioni per favorire la crescita dei capelli.

Recenti studi hanno messo in luce che i componenti principali degli estratti di rosmarino sono l’acido caffeico e il suo derivato l’acido rosmarinico, composti di cui è stata dimostrata l’azione antiossidante.

Ulteriori studi hanno evidenziato gli effetti positivi di questi composti antiossidanti nel trattamento o nella prevenzione di malattie come asma bronchiale, aterosclerosi, ulcera peptica, cardiopatia ischemica, cataratta, cancro e bassa motilità spermatica.

Coltivazione del rosmarino

Coltivazione del rosmarino

Le piante di rosmarino possono essere utilizzate anche per siepi e bordure

Il rosmarino non è una pianta che richiede cure particolari, in generale si avvantaggia del clima mediterraneo soleggiato, di una buona circolazione dell’aria e di un buon drenaggio del terreno.

Un substrato di crescita con un buono sgrondo dell’acqua, e almeno 6-8 ore di illuminazione giornaliera portano notevoli benefici sulla pianta. Nelle regioni dal clima invernale più rigido può essere consigliabile allevare il rosmarino in vasi di terracotta e portare le piantine all’interno nei mesi più freddi.

Coltivare il rosmarino è infatti possibile anche all’interno delle abitazioni, avendo però cura di fornire un adeguato periodo di luce alla pianta.

Nella coltivazione del rosmarino in vaso è inoltre opportuno trapiantare in vasi più grandi ogni 2-3 anni usando un terriccio fertile a reazione leggermente basica. Sul fondo dei vasi è infine buona norma mettere dei pezzi di coccio che possano facilitare lo sgrondo dell’acqua in eccesso.

Il rosmarino è caratterizzato da un apparato radicale molto espanso e pertanto predilige terreni asciutti, va pertanto innaffiato poco. Le potature possono limitarsi ad eliminare i rametti secchi.

Propagazione per talea

La moltiplicazione del rosmarino avviene per talea, vista la scarsa germinabilità dei semi ed il vantaggio di poter ottenere una pianta identica alla pianta madre.

Si possono prelevare una porzione di un rametto giovane di 10-15 cm circa da una pianta adulta e, dopo avere rimosso le foglie della parte inferiore, porlo in un substrato di torba e sabbia , interrando per almeno 2/3.

Per facilitare la radicazione è consigliabile l’uso di ormoni radicanti, venduti in qualsiasi negozio di giardinaggio. Dopo 6-7 settimane, verificata l’emissione delle radichette, le talee potranno quindi essere pronte al trapianto. È preferibile effettuare il trapianto in campo in primavera.

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