Sostituire un tetto tradizionale con un tetto verde

Architettura sostenibile

Architettura sostenibile

L’utilizzo di un tetto verde è sicuramente più idoneo in caso di nuove costruzioni, principalmente perché in caso di nuove costruzioni si possono contenere i costi, ma anche perché ogni tipo di valutazione costruttiva può essere effettuata in fase progettuale. E’ comunque possibile sostituire una vecchia copertura, sia piana che di tipo inclinato, con una verde anche nel caso di edifici esistenti.

Preliminarmente alla realizzazione di una soluzione costruttiva di questo tipo è necessaria un’approfondita valutazione statica delle effettive condizioni dell’edificio. In particolare è importante verificare la portata dell’elemento di supporto che dovrà assolvere al compito di reggere l’intera struttura verde.

In fase di realizzazione di un tetto verde è possibile approfittarne per eseguire alcune modifiche sostanziali. Se la struttura portante verrà ritenuta idoneo si può per esempio realizzare un giardino fruibile al posto di un’esistente terrazza impermeabilizzata e pavimentata. Nel caso la struttura garantisse prestazioni ottimali si potrà realizzare il tetto verde direttamente al di sopra dell’impermeabilizzazione esistente, al contrario questa andrà rimossa e se ne dovrà realizzare un’altra. Anche se si mantiene la struttura impermeabilizzante esistente alle volte diventa necessario realizzare uno strato antiradice aggiuntivo.

Manutenzione del tetto verde

A seconda della tipologia di tetto realizzata i costi di manutenzione possono variare in maniera sostanziale. La manutenzione di un tetto di tipo estensivo è piuttosto bassa. Gli interventi sono specificatamente finalizzati al controllo degli elementi e devono essere eseguiti secondo la norma UNI 11235. Tra le operazioni di manutenzione da eseguire per mantenere un tetto verde di tipo estensivo in ottime condizioni avremo per esempio la pulizia dei bocchettoni di scarico e un controllo una o due volte l’anno che non si sviluppino piante non adatte.

Coperture verdi

Coperture verdi

La manutenzione di un tetto di tipo intensivo è maggiore, soprattutto in termini economici. Oltre alla verifica continua dei componenti che costituiscono la struttura si deve anche verificare con continuità lo stato di salute della vegetazione. La norma UNI 11235, utile soprattutto per tutte le aziende che si devono occupare di manutenzione, regolamenta il corretto modo di agire, contenendo in maniera specifica tutte le istruzioni utili a gestire in maniera appropriata l’intera copertura.

  • Solo personale specializzato: è di primaria importanza affidare la realizzazione di una copertura verde esclusivamente a personale qualificato, dotato della competenza tecnica necessaria. E’ infatti opportuno eseguire i lavori seguendo scrupolosamente le indicazioni normative. Non sempre si considera che da un’opportuna realizzazione tecnica dipendono anche efficacia e durata dell’intero sistema.
  • Autorizzazioni e permessi: anche per la realizzazione di un tetto verde si deve seguire uno specifico iter costellato da norme comunali e procedure burocratiche. Per evitare che i lavori vengano interrotti è importante anche verificare la presenza o meno di eventuali vincoli. Se ci si trova in condominio a tutto ciò va aggiunta il consenso di tutti i condomini.

Norma UNI 11235

In Italia le regole di progettazione da seguire per la realizzazione di un tetto verde sono contenute nella norma UNI 11235 “Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione delle coperture a verde” del maggio 2007 (con una relativa errata corrige del gennaio 2009). Attualmente questa norma uni viene utilizzata come modello anche in altri paesi appartenenti alla Comunità Europea.

Tetto verde

Tetto verde

Dal punto di vista del committente il fatto che il costruttore debba attenersi a questa norma, per l’esecuzione dei lavori, è sicuramente una garanzia aggiuntiva di qualità.

La UNI 11235 è infatti una norma di tipo prestazionale: definisce quindi i requisiti minimi di prestazione di ogni elemento che costituisce la struttura, specificando esattamente anche quali elementi sono strettamente necessari ai fini della funzionalità della copertura stessa.

Quali piante utilizzare

La definizione delle specie da utilizzare sulle coperture dipende principalmente dal clima e dal tipo di tetto che si realizza.

Se si decide di realizzare un sistema di inverdimento per prima cosa si deve decidere che tipo di utilizzo si vuole fare della copertura, se giardino in quota o terrazza praticabile. Successivamente si devono definire gli obiettivi che si vogliono raggiungere con l’intervento che ci si appresta a realizzare.

E’ primario affrontare in maniera approfondita la questione climatico – territoriale, molto importante per definire in maniera corretta la tipologia di vegetazione da utilizzare. Infatti a seconda del verde utilizzato varierà sensibilmente lo strato colturale.

Per esempio se si decide di utilizzare piante erbacee a sviluppo minimo basteranno 10 centimetri di spessore, per tappeti erbosi ne serviranno almeno 15 , se invece si opta per arbusti di piccola taglia si varierà dai 20 fino agli 80 – 100 centimetri.

Stratificazione di un tetto verde

  1. Solaio dell’abitato con strato di isolante: si deve prevedere una minima pendenza, pari all’1%, in modo tale da consentire all’acqua di defluire.
    Stratificazione tetto verde

    Stratificazione tetto verde

  2. Membrana antiradice: si tratta di uno strato impermeabile in grado di resistere all’assalto dei microorganismi. Lo spessore di questo strato varia a seconda delle esigenze specifiche e di quanto consente la norma in materia. Il compito di questo strato è quello di impedire alle radici di inserirsi all’interno degli strati isolanti del solaio.
  3. Strado di drenaggio: anche in questo caso ne esistono tipologie differenti, spesso è integrato con l’accumulo idrico o con gli strati di isolante. Serve per smaltire le quantità eccessive di acque meteoriche. Quando lavora anche come accumulo idrico serve per cedere al terreno parte di umidità e sostanze utili. Se invece ha anche funzioni isolanti è composto da materiale coibentante.
  4. Strato di accumulo: trattiene quantità di acqua da utilizzare come riserva idrica, utile soprattutto nei momenti di siccità.
  5. Filtro: si tratta di uno strato di protezione che impedisce alle parti fini che compongono lo strato culturale di passare.
  6. Substrato colturale: si tratta della parte che assolve il compito di far sviluppare la vegetazione. Lo spessore di questo strato è variabile a seconda della tipologia scelta: circa 5 – 8 centimetri per tetto estensivo, 20 – 40 per tetto intensivo.

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