Le tecniche di propagazione delle piante

Esistono diverse tecniche efficaci per riprodurre con facilità le piante. Tra le più comuni abbiamo margotta e talea; alcune di queste si possono effettuare proprio nei mesi estivi. Di seguito spiegheremo passo passo come eseguire le tecniche più semplici di riproduzione.

Realizzare una margotta perfetta

Utilizzando la margotta come tecnica di riproduzione si è in grado di ottenere piante esattamente uguali alla pianta madre, questo perché si ottiene

Margotta

Margotta

facendo radicare un ramo della pianta stessa. Si tratta di una tecnica molto semplice e con un alto grado di attecchimento, è quindi caldamente consigliata anche per chi si considera inesperto.

E’ possibile utilizzare la margotta principalmente su piante adulte, meglio se in età fisiologica avanzata e con rami poco elastici. Gli esemplari più adatti a questa tecnica sono: ficus elastica, melograno, limone, olivo e qualsiasi tipo di bonsai.

Come funziona la margotta

I fattori principali per la riuscita di una buona margotta sono umidità e temperatura alta, quindi i mesi perfetti per effettuare questa operazione sono giugno e luglio.

Questa operazione si effettua tramite radicazione di un ramo, che deve essere lasciato attaccato alla pianta madre fino a quando non avrà messo delle radici nuove.

Talea

Talea

Mantenendo attaccato il ramo si garantisce un giusto apporto sia di acqua che di nutrimento, ed è proprio in questo modo che è possibile facilitare lo sviluppo del nuovo apparato radicale.

Prima di eseguire la margotta ci si deve procurare un coltellino affilato, delle forbici da giardinaggio, un foglio di plastica, dello sfagno o in alternativa una piccola quantità di torba e sabbia e del nastro adesivo.

L’incisione obliqua che darà origine alla margotta deve essere profonda circa 5 millimetri e non più lunga di 5 centimetri. Una volta eseguito il taglio dovete collocare sotto l’incisione della polvere radicante e una piccola quantità di sfagno inumidito. Altro sfagno andrà poi collocato intorno all’incisione. Premuratevi di coprire tutto con il telo di plastica, chiudendo alle estremità con il nastro adesivo.

Avvolgete poi la margotta con un foglio di alluminio, facendolo aderire bene. A scadenze regolari controllate che lo sfagno rimanga umido. In circa due mesi si avrà la radicazione. Quando saranno spuntate le radici procedete tagliando il fusto alla base del manicotto creato con il foglio di plastica, quindi rimuovetelo. La nuova pianta deve essere collocata all’interno di un vaso contenente terriccio universale. In questa prima fase la pianta ha bisogno di ombra e di innaffiature ripetute. Quando poi diventerà più robusta sarà possibile spostarla in un luogo definitivo.

Piante e fiori si moltiplicano con le talee

In questa stagione si possono moltiplicare le piante più comuni, come gerani, lantana, edera e gran parte delle succulente ricorrendo alle talee. I mesi estivi sono infatti i più favorevoli per propagare la maggior parte delle piante d’appartamento e del terrazzo.

Come fare una talea

  • Per prima cosa è necessario tagliare un ramo apicale dotato di un numero elevato di nodi, cioè i rigonfiamenti presenti dove si attaccano le foglie o da dove partono nuovi rametti. La porzione da tagliare deve essere di circa dieci centimetri.

    Propaggine

    Propaggine

  • Dalla talea appena eseguita si devono eliminare eventuali fiori e foglie, tranne le due apicali, che devono risultare particolarmente rigogliose. Si deve effettuare questa operazione per ridurre al minimo la traspirazione fogliare.
  • Successivamente si deve riempire un piccolo vaso con terriccio universale, di tipo leggero e permeabile (la torba alleggerita con sabbia di fiume andrà benissimo). Inserite poi la talea per circa 2/3 della sua lunghezza all’interno del vaso. Dalla terra dovranno uscire solamente le due foglioline apicali.
  • In questa fase si deve procedere con innaffiature abbondanti, il terriccio deve essere mantenuto sempre umido. Appena si vedranno spuntare delle nuove foglie si deve procedere con un controllo dell’apparato radicale: se è già particolarmente sviluppato potrebbe essere necessario sostituire il vaso.

Altre tecniche di propagazione comunemente utilizzate

Oltre alle metodologie appena spiegate ne esistono altre efficaci di uso comune. Le principali, oltre alla talea e alla margotta, sono: innesto, propaggine, ibridazione, semina e divisione dei cespi.

Innesto

Innesto

Innesto

Si tratta di un metodo complesso che sconsigliamo ai giardinieri alle prime armi.

Si esegue unendo due piante che non devono essere necessariamente della stessa specie: una fornirà la parte radicale e l’altra la parte aerea con gemme sviluppate o dormienti.

Eseguendo questa tecnica si devono unire le due differenti parti in maniera che queste si saldino l’una all’altra naturalmente.

La pianta generata da questa unione avrà le caratteristiche migliori di entrambe le specie.

Ibridazione

L’ibridazione consente di ottenere nuovi esemplari e avviene tramite impollinazione artificiale di specie simili. E’ possibile eseguire l’ibridazione anche tra specie differenti, in maniera tale da ottenere caratteristiche migliorative. Si deve segnalare che tutti gli esemplari ottenuti in seguito ad un processo di ibridazione sono sterili.

Propaggine

Questo metodo riproduttivo è agamico, viene comunemente utilizzato per tutti quegli esemplari dotati di rami lunghi e sarmentosi. Si procede sottraendo una parte di ramo o di fusto mantenendolo attaccato alla pianta madre fino a quando non avrà radicato. E’ meglio praticare questa tecnica durante i mesi autunnali, la riuscita sarà del 100%.

Per piante dotate di rami che non si piegano a terra si esegue la margotta, che è comunque una variante della propaggine.

Divisione dei cespi

Si tratta di una divisione meccanica della pianta, si ottiene una divisione in parti uguali della pianta originale. Si esegue solitamente su esemplari di

Semenzaio

Semenzaio

grande dimensione, utilizzando un forcone per praticare la divisione. Durante l’operazione è importante non danneggiare l’apparato radicale. Una volta separati i nuovi cespi si deve procedere con il rinvaso.

Semina

Si tratta della tecnica di riproduzione più utilizzata, ma non sempre può risultare la più semplice. E’ necessario utilizzare un semenzaio dove alloggiare i semi. Va scelto del terriccio leggero, questo favorirà lo sviluppo e l’attecchimento delle radici, in più si manterrà un alto grado di umidità.

Si può procedere interrando i semi all’interno di buche distanziate fra loro, oppure sparpagliandoli. E’ importante procedere con innaffiature regolari. Appena si rileva la crescita delle prime piantine si deve fare attenzione che non soffochino tra di loro: se necessario sfoltite.

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