Tutto sul porro: dalla semina alla raccolta

Il porro è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Liliacee, stretto parente sia del giglio che della cipolla, ha da sempre un posto d’onore all’interno dei migliori orti autunnali.

Si tratta di una pianta rustica molto robusta, ha bisogno di poche cure ma è in grado di animare deliziose ricette.

Innumerevoli sono anche le virtù benefiche che lo contraddistinguono.

Coltivare il porro, anche nell’orto domestico

Il porro è una pianta biennale normalmente trattata da annuale, poiché nel secondo anno di vita le foglie si induriscono tanto da non renderle più commestibili.

Raccogliere il porro

Raccogliere il porro

Predilige il clima mite e un substrato ricco, fertile e dall’ottimo drenaggio. Si devono evitare i terreni salati e risulta opportuno trattare il substrato con concime organico prima della coltivazione.

Per quanto riguarda le varietà estive di porro si deve procedere nel mese di gennaio con la semina in semenzaio, la raccolta è prevista poi per giugno – luglio.

Le varietà autunnali devono essere seminate a partire da marzo – aprile, per poi procedere con la raccolta tra agosto e novembre.

Esistono poi le varietà invernali: in questo caso si può procedere con una semina in piena terra (date le temperature più miti) tra maggio e giugno, la raccolta avverrà tra novembre e dicembre.

Il periodo di crescita in semenzaio dura circa 12 settimane. Quando la pianta raggiunge circa i 15 – 20 centimetri di altezza è possibile spostarle in piena terra. Si tratta di un ortaggio che non ha bisogno di molto spazio, già con 2 metri quadrati a disposizione è possibile avere un raccolto di tutto rispetto.

Tra le operazioni da svolgere con regolarità per mantenere al meglio la coltivazione del porro c’è la sarchiatura: oltre a far arieggiare il substrato lo libera dall’eventuale presenza di malerba.

Proprietà benefiche del porro

Proprietà benefiche del porro

Procedete con irrigazioni regolari, da sospendere però nel periodo invernale.

Concimate con sostanze azotate ma non superate le dosi consigliate, si rischia di diminuire la resistenza al gelo della pianta. Rincalzate in abbondanza per ottenere l’imbianchimento.

E’ possibile coltivare con successo il porro insieme a sedani, carote, cavoli e lattughe; è meglio evitare la vicinanza con i legumi.

Tra le infestanti segnaliamo la tignola del porro e la mosca della cipolla: un attacco rende spesso l’intero fusto inutilizzabile.

Come raccogliere e conservare il porro

E’ opportuno procedere con la raccolta del porro quando questo raggiunge un diametro di circa 2 – 3 centimetri, solitamente si devono aspettare 3 o 4 mesi dal trapianto, oppure 5 – 7 mesi dalla semina.

Praticando la coltivazione delle differenti varietà è possibile coprire l’intero anno. La raccolta del porro è molto semplice: si deve estirpare l’intera pianta, poi si elimineranno le radici e le foglie verdi più dure, tagliando circa 15 centimetri al di sopra della parte imbianchita.

questo ortaggio si conserva bene in un luogo fresco e buio per circa un mese, in frigorifero si manterrà fresco per circa due mesi.

Praticare l’imbianchimento

E’ possibile consumare e gustare normalmente il porro grazie alla pratica dell’imbianchimento.

Coltivazione di porro

Coltivazione di porro

Si tratta di una comune tecnica di coltivazione utilizzata per un gran numero di ortaggi (normalmente cardi, finocchi, e sedani).

Funziona in questo modo: per rendere più tenere e meno fibrose le parti commestibili si ripara l’ortaggio dalla luce solare, in questa maniera si arresta la produzione di clorofilla, migliorandone notevolmente sia la qualità che il gusto.

Nel caso specifico del porro l’imbianchimento si realizza tramite rincalzatura, cioè addossando all’ortaggio una quantità di terra proprio a partire dal piede.

Questa operazione deve essere svolta a partire da minimo due settimane prima del periodo di raccolta, in particolare i primi 10 – 15 centimetri devono essere rincalzati in modo decisamente abbondante.

Scegliere le varietà di porro più pregiate e resistenti

Tra le varietà normalmente in commercio vi segnaliamo le più gustose, ottime per arricchire ogni piatto.

  • Porbella: si tratta di una varietà facilmente coltivabile nell’orto domestico; è possibile raccoglierla fra marzo e febbraio. L’ortaggio in questione è robusto e di grandi dimensioni, dal colore bianco puro. Resiste molto bene alla ruggine.
  • Bandit: questo esemplare si raccoglie tranquillamente dall’inverno fino alla stagione primaverile. Ha foglie molto scure, quasi tendenti al blu, in netto contrasto con il bianco dei gambi. Si tratta di una varietà rustica in grado di resistere bene a qualsiasi tipo di malattia.
  • Bleu de Solaise: questa varietà arriva dalla Francia. E’ una varietà invernale molto rustica, resiste al gelo ed è caratterizzata da gambi tozzi e molto saporiti.
  • Below zero: si tratta di un ibrido di produzione inglese, come dice il nome è in grado di tollerare bene le basse temperature. Le foglie sono molto scure e il gambo dritto. Si raccoglie con tranquillità a partire da dicembre fino a primavera inoltrata.

Molteplici proprietà del porro: ottimo in cucina e per la nostra salute

porro in cucina

Porro - ottimo in cucina

Il porro è squisito da utilizzare in cucina in molti modi differenti, da solo o abbinato a carni.

E’ possibile utilizzarlo cotto, oppure crudo in pinzimonio. E’ inoltre un ottimo insaporitore ed esaltatore di sapori, perfetto per risotti, minestre e torte salate. E’ utile per realizzare ricette semplici di tradizione contadina, ma perfetto anche per piatti più elaborati.

Consigliamo di tagliare il porro solo quando lo si usa, poiché una volta tagliato tende ad ossidarsi con estrema rapidità. Per utilizzarlo in cucina si devono eliminare le radici e la parte verde più dura.

Tra le innumerevoli virtù utili per la nostra salute è possibile utilizzare il porro per rimedi casalinghi come cataplasmi per curare gli ascessi, o per ridurre il gonfiore articolare, o quello provocato da punture di insetti.

Il succo del porro è un ottimo rimedio per curare piccoli problemi cutanei, il decotto è in grado di regalare riflessi bruni ai capelli più scuri.

 

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