Un frutto estivo fra i più buoni: il fico

La pianta del fico resiste bene alle basse temperature e alla maggior parte degli agenti atmosferici, compresa la salsedine. Non necessita di cure particolari e regala frutti di una squisitezza assoluta, inoltre è in grado di fruttificare due volte durante l’anno. Le varietà di fichi sono molte, quindi ci rimane da scegliere solo la varietà che è più di nostro gusto.

A proposito del fico

Uno studio realizzato dall’università israeliana di Bar – Ilan in associazione con l’università americana di Harvard ha messo in luce che fu proprio il fico la prima pianta coltivata dall’uomo. Lo studio afferma che le prime coltivazioni di fichi risalgono ad almeno 11.000 anni fa, i cereali invece vennero coltivati circa mille anni dopo.

Fico - foglie e frutti

Fico - foglie e frutti

In più l’utilizzo del fico si perde nel tempo. Il frutto è molto calorico, pari a 74 kcal per 100 grammi, una volta essiccato il numero di calorie quintuplica, ed è proprio per questo enorme apporto energetico che i fichi essiccati venivano normalmente consumati come cibo base sulle navi greche e romani, e successivamente dai grandi navigatori. Inoltre le sue dimensioni esigue e peso ridotto, insieme al suo giusto contenuto di fibre, vitamine e proteine, lo rendono un alimento prezioso per qualsiasi viaggio di lungo corso.

Tecniche di coltivazione del fico

Anche le tecniche di coltivazione della pianta dei fichi si perde nella notte dei tempi. Attualmente in Meridione si utilizzano ancora tecniche descritte da Teofrasto addirittura nel IV secolo a.C.

Una tecnica ancora utilizzata si chiama caprificazione: consiste nel realizzare ghirlande di fiori di caprifico, o fico selvatico, da appendere direttamente sui rami della pianta di fico, in questo modo si favorirà l’impollinazione e si riuscirà ad ottenere frutti più grandi e gustosi. Un’altra tecnica attualmente ancora in uso si chiama puntura, o untura: secondo questa tecnica si deve versare una goccia di olio di oliva all’interno del fiore, in questo modo si accelera la maturazione.

Si tratta di tecniche antiche e spesso affascinanti, purtroppo applicabili solo all’interno di orti domestici, per poterle realizzare anche nelle grandi produzioni servirebbe troppa manodopera e i costi sarebbero esorbitanti.

La coltivazione del fico

Fico - Frutti

Fico - Frutti

La pianta di fico cresce rigogliosa nei territori con clima caldo, è infatti in grado di resistere tranquillamente a periodi di siccità. Resiste bene anche alla salsedine, ed è per questa ragione che è facile trovare alberi di fichi non lontani dal mare.

Per quanto riguarda il terreno questa pianta riesce ad adattarsi con facilità a qualsiasi tipo di substrato, anche quelli più inospitali come i sabbiosi e pietrosi; soffre solo i ristagni di acqua. Anche se si tratta di una pianta che ama il caldo è possibile coltivarla con buoni risultati anche nei territori del Nord; va tenuto comunque presente che inverni molto freddi, con temperature al di sotto dello 0, potrebbero causare il deperimento dell’esemplare. In ogni caso la pianta non muore, con l’arrivo della bella stagione ricaccerà nuovi germogli e in pochi anni ritornerà allo splendore iniziale. L’unica condizione che va rispettata, a prescindere dal luogo in cui crescerà l’albero del fico, è che la pianta si trovi in pieno sole: solo in questo modo riesce a fruttificare in abbondanza.

Piantare i fichi

Se si acquista un esemplare in vaso è possibile piantarlo in piena terra già nel mese di agosto. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice: per prima cosa dovete realizzare una buca profonda almeno 30 – 40 centimetri, sul fondo collocate uno strato di ghiaia spesso almeno tre dita, garantirà il

Fico Pianta

Fico - Pianta

drenaggio ottimale. Successivamente estraete la pianta dal vaso e colloca tela nella buca, utilizzando tutta la terra che circonda le radici. Per quanto riguarda il terreno di scavo utilizza telo per riempire la buca, mescolate al suo interno una quantità di concime granulare a lenta cessione, oppure utilizzate dello stallatico maturo. E’ possibile trapiantare anche piante di fichi a radice nuda, questi costano un po’ meno perché i vivaisti non si sono occupati del rinvaso, in questo caso è possibile collocare il fico in piena terra nel mese di novembre. Si devono seguire tutte le indicazioni date in precedenza, in questo caso la pianta avrà la possibilità di irrobustirsi durante tutta la stagione invernale, in primavera spunteranno foglie e fiori.

Potatura dell’albero di fico

Gli alberelli acquistati in vivaio solitamente hanno due anni di età, i primi frutti si otterranno dopo circa tre anni. Fino a quel momento la pianta può tranquillamente crescere indisturbata. In seguito sarà però opportuno realizzare delle leggere potature nel periodo di riposo vegetativo, quindi a partire dal mese di novembre fino a febbraio.

Le operazioni di potatura devono essere leggere, serviranno solo per sfoltire leggermente la chioma e eliminare eventuali rami secchi o spezzati. Poiché i frutti solitamente crescono sulla cima dei rami è importante eseguire una potatura di sfoltimento, evitando quindi di accorciare i rami stessi.

Raccogliere i frutti

Fichi secchi

Fichi secchi

I frutti, per quasi tutte le varietà, giungono a maturazione tra agosto e settembre: si tratta del raccolto principale. Ci sono altre varietà che fruttificano già a partire da giugno, questi frutti sono denominati fioroni. Capita spesso nei territori del Nord, a causa delle avverse condizioni climatiche, che i fichi fruttifichino solo una volta all’anno. Normalmente nei territori del Sud si hanno fruttificazioni due volte l’anno, raramente è possibile assistere anche a tre differenti fruttificazioni.

La raccolta dei fichi è un’operazione delicata, si deve infatti fare attenzione a non danneggiare la buccia del frutto, in più si deve sempre lasciare il picciolo attaccato al frutto. I fichi, una volta staccati dall’albero, non maturano quasi più, quindi è opportuno raccoglierli solo quando sono a piena maturazione. Si tratta di frutti delicati, in grado di resistere solo pochi giorni dopo esser stati raccolti. In caso di raccolti di grandi dimensioni (è piuttosto normale che esemplari di 15 anni di età producano circa 150 kg di frutti) è possibile realizzare delle ottime confetture, o procedere con l’essicazione al sole dei frutti, sempre che il clima lo permetta.

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