La Viola del Pensiero: un fiore invernale

Caratteristiche della Viola del Pensiero

Le viole del pensiero sono piante ibride dalla vita breve, della durata di un anno, massimo due. Provengono dall’Europa e dalla Turchia.

Queste piante sono caratterizzate dai fiori senza profumo a cinque petali, con centro scuro o giallo, grandi e molto colorati; con tonalità che vanno dal bianco al nero. Il numero delle varietà di questa pianta è in continua crescita. Hanno foglie verdi ovate.

La Viola del Pensiero può essere definita un fiore invernale in quanto fiorisce nei mesi freschi, quindi dall’autunno fino all’inizio della primavera.

In erboristeria l’uso della viola è molto comune. Sotto forma o di infuso o di decotto si utilizza per curare le malattie cutanee. Utile anche per le patologie delle vie respiratorie.

Come curare la Viola del Pensiero. In casa o in giardino

Esposizione

Per l’esposizione si dovrà tener conto del periodo in cui si vuol mettere a dimora la pianta.

Viola del pensiero blu

Viola del pensiero blu

Interrandole in autunno la fioritura si avrà nella primavera successiva; andranno quindi collocate in una zona in pieno sole per fa si che ricevano più luce possibile durante le fredde giornate invernali.

Piantandole in primavera è meglio metterle un po’ al riparo dal sole per evitare che si secchino nelle giornate estive. Si sconsiglia di porle in un terreno totalmente in ombra, infatti poco sole potrebbe causare una scarsa fioritura.

Una soluzione semplice per ottenere il massimo della fioritura può essere quello di collocare le piante nei vasi per poterle mettere al sole durante la primavera e in ombra durante l’estate.

Queste piante resistono bene al sole e non temono le gelate, anzi le basse temperature favoriscono la produzione di semi e le fioriture abbondanti.

Annaffiature

Il terreno deve essere sempre umido, ma non esageratamente. È consigliabile innaffiarlo regolarmente e controllare che il terreno sia asciutto prima di ripetere l’operazione. Se si vuole una buona fioritura è bene utilizzare ogni 20 – 30 giorni del concime per piante.

Terreno

Non necessita di un substrato particolare. E’ meglio evitare un terreno troppo calcareo. Nel caso sarà opportuno aggiungere torba, sabbia e terriccio bilanciato in modo da ottenere un terreno sia drenante sia ricco di materiale organico.

Moltiplicazione

Si può ottenere una moltiplicazione con semi e con talea.

Viola del pensiero rossa

Viola del pensiero rossa

Per le talee si dovrà scegliere la primavera. I fusti dovranno attecchire in un miscuglio di sabbia e torba posto in un luogo umido e fresco.  Considerando l’alto numero di semi prodotti dalle viole del pensiero, e quindi di facile reperimento, è più facile moltiplicarle con i semi.

Il terriccio da preparare per accogliere i semi dovrà essere composto da un miscuglio di torba e sabbia. La prima operazione da fare è inumidire il terreno, successivamente verrà cosparso di semi, poi ricoperti da sabbia per mantenerli umidi. Per favorire la germinazione andranno ricoperti da plastica trasparente e collocati in un luogo fresco e buio.

Una soluzione alternativa è quella di seminarli direttamente a terra, ma non si può garantire la germinazione in tali condizioni. Una volta prodotte almeno un paio di foglie si potranno collocare le piante a dimora. Questo potrà avvenire in primavera o in autunno, ma anche a stagione inoltrata.

Parassiti e malattie

viole del pensiero gialleLa troppa umidità può favorire lo sviluppo di funghi; come rimedio si potranno utilizzare prodotti fungicidi. Si consiglia quindi di non esagerare con le innaffiature.

Oltre agli afidi e cocciniglie i parassiti tipici delle viole del pensiero sono le lumache e le mosche bianche. In questo caso si dovrà trattare la pianta con insetticidi specifici, possibilmente non in periodo di fioriture.

Alcune curiosità sulle Viole del Pensiero: tra storia e mito

Fin dal Medioevo questo fiore è particolarmente gradito agli inglesi. Si narra che durante l’incontro tra Josèphine Beauharnais e Napoleone lei gli diede in dono un mazzetto di Viole mammole che adornavano il suo vestito. In seguito poi Napoleone donò proprio uno stesso mazzetto di viole alla sua amante Maria Walewska. Le viole divennero poi simbolo dei Bonapartisti, in contrapposizione con il giglio adottato dai Borboni.

Leggende narrano che Zeus dovette trasformare la sua amante Io in una giovenca. Decise poi di crearle un fiore per nutrirsi, e scelse proprio la viola.

Viola mammola

Viola mammola

Si narra anche che una viola crebbe dal sangue del giovane Attis. Non potendosi sposare con la principessa Atta si evirò sotto un pino e morì. Da lì nacque una viola dai petali di colore rosso. Giunta a conoscenza della morte del suo amato anche Atta si uccise, e anche dal suo sangue nacquero delle viole. A seguito di questa leggenda il 22 marzo nella Roma Imperiale si celebrava  il culto di Attis. Questo divenne il giorno della viola: era uso trasportare in processione un tronco di pino adornato da viole.

Un’altra leggenda narra che i cavalieri della tavola rotonda fossero soliti consultare le viole per conoscere il proprio destino. Nel “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare la viola (chiamata pensée in Francia) è la chiave dell’intera commedia.

Come ogni fiore anche la viola nel linguaggio dei fiori ha un significato: simboleggia principalmente il pensiero per l’amato, la fedeltà ma anche lo sdegno. La viola mammola è simbolo di modestia e di pudore invece.

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