Le caratteristiche del terreno sono la base di un giardino in salute

Il terreno è un vero e proprio complesso ecosistema dove interagiscono fattori fisici, chimici e biologici.

Nel terreno si trovano parti solide, liquide, aeriformi e organiche e solo il giusto rapporto tra queste darà luogo un buon terreno per far crescere le nostre piante.

Le radici che si sviluppano nel terreno avranno funzione sia di nutrizione che di ancoraggio e sostegno della pianta.

Il corretto funzionamento delle radici è una premessa fondamentale per lo stato di benessere della pianta in generale.

Caratteristiche fisiche del terreno

caratteristiche del terreno

Un terreno argilloso ed arido tende a creare delle crepe

Dal punto di vista fisico i terreni presentano una serie di particelle di grandezza variabile che costituisco rispettivamente lo “scheletro” (particelle superiori a 2mm, ovvero pietre, ciottoli etc) e la “terra fine” (particelle più piccole di 2mm).

La terra fine si divide ulteriormente a seconda della grandezza delle particelle, in sabbia, limo e argilla e sarà il rapporto tra queste frazioni a determinare la cosiddetta “tessitura” del terreno.

La tessitura del terreno influisce in maniera vistosa sulle nostre piante e su come dovremo gestirle: un terreno argilloso infatti tenderà a trattenere acqua, al contrario di uno sabbioso che tenderà a perderla ed avrà quindi bisogno di più irrigazioni.

In genere le piante ornamentali prediligono terreni a medio impasto, ovvero dove sabbia, limo ed argilla siano equilibrati tra loro, e dove lo scheletro del terreno sia scarso o assente.

Altra importante proprietà del terreno è la porosità, ovvero il rapporto tra le particelle di terreno e gli spazi all’interno di esse: ricordiamoci che le radici hanno bisogno, oltre che di acqua ed elementi nutritivi, anche di aria per poter respirare!

Per migliorare le caratteristiche fisiche di un terreno si può intervenire con gli ammendanti, di cui il più famoso esempio è il letame.

Caratteristiche chimiche del terreno

Dal punto di vista chimico i terreni si dividono in alcalini, neutri o acidi.

Alcune piante preferiscono terreni acidi (ad esempio il mirtillo), altre ben si adattano a terreni alcalini (ad esempio gli agrumi).

le palme da dattero si adattano a suoli aridi e sabbiosi

I terreni inoltre possono presentare quantità eccessive di carbonato di calcio (calcare), che può causare la clorosi, ovvero un ingiallimento delle foglie e uno stato di stress generale della pianta.

Il terreno inoltre racchiude tutti i macroelementi e microelementi necessari allo sviluppo della pianta.

L’analisi chimica del terreno prima di porre a dimora le piante può essere una mossa vincente per riuscire ad ottenere un giardino lussureggiante ed invidiato da tutti.

L’analisi chimica ci darà indicazioni sia sul contenuto in elementi minerali, che sulla reazione del terreno (acida o alcalina), che sulla quantità di calcare. In funzione di queste indicazioni potremo intervenire aggiungendo elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio, ferro, etc),  altrimenti detti fertilizzanti.

La sostanza organica

L’ humus è quella parte di terreno che deriva dalla decomposizione di materiale organico dovuta in gran parte a microorganismi, funghi, lombrichi ed altri esseri viventi detti “saprofiti”.

La sostanza organica è una componente fondamentale del terreno; essa ne migliora soprattutto le caratteristiche fisiche: la capacità di trattenere acqua, la carica microbica, la struttura del terreno. Inoltre è un “serbatoio” di sostanze chimiche (soprattutto di azoto) che attraverso i processi di mineralizzazione, portato avanti dai batteri naturalmente presenti nel terreno, potranno rendersi disponibili per le piante.

Un terreno ideale dovrebbe avere attorno al 10% di sostanza organica, e non scendere mai al di sotto del 2%.

Conclusioni

Se è vero che il terreno influenza le piante, è anche vero che le piante possono essere più o meno adattabili ai diversi tipi di terreno.

Le piante grasse bene si adattano nei terreni sabbiosi poveri di acqua, piante arboree come il mandorlo tollerano relativamente bene il calcare mentre il kaki riesce a sopportare ristagni idrici, tipici dei suoli argillosi.

Le piante utilizzate o i portainnesti dovranno quindi essere scelti in modo appropriato.

Nella gestione di un giardino il ruolo del terreno è di primaria importanza, in funzione di questo si dovrà operare delle scelte appropriate e razionali per poter ottenere i risultati sperati.

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