Gradevoli frutti di bosco: il lampone

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Rubus Idaeus

Il lampone è un frutto buonissimo, cresce su un cespuglio robusto facile da coltivare.  Basteranno poche cure e questa pianta si ammalerà raramente. Ma non esistono solo i lamponi, c’è un gran numero di frutti di bosco decisamente insolito ma ottimi da coltivare, anche sul balcone di casa.

I frutti di bosco hanno un buon sapore, e inoltre contengono anche una moltitudine di sostanze nutritive molto utili soprattutto a bambini ed anziani, grazie in particolare all’alta concentrazione di vitamina C e sostanze minerali come il calcio.

Un po’ di storia e alcune curiosità

Frutti di bosco

Frutti di bosco

Le varietà di lampone coltivate fin dal XVI secolo in Europa erano centinaia. Attualmente molte sono andate perse, ma rimane il Lampone Rubus Idaeus, sicuramente il più amato fra i frutti di bosco, anche quello più facilmente coltivabile sia nei giardini che al bordo degli orti.

Di norma il colore del lampone è rosso intenso, ne esistono però altri tipi di colore giallo, decisamente meno gustosi, e alcune varietà americane di colore nero (R. occidentalis) o viola (R. neglectus).

Il nome europeo di questa pianta fu attribuito, nel 1753, direttamente dallo scienziato e botanico svedese Linneo, famoso per lo studio fatto sulla nomenclatura binomiale ancora utilizzata ai giorni nostri a livello internazionale.

Strettamente imparentata con i rovi, questa pianta cresce ai bordi degli orti di montagna allo stato selvatico e a notevoli altitudini. Il frutto è molto dolce ed ha conquistato un enorme successo, tanto da dargli uno spazio crescente in negozi e supermercati durante tutto l’anno.

Per tutto ciò si deve in parte ringraziare il lavoro svolto da organizzazioni che riuniscono i produttori locali, come la Sant’Orsola, che ormai da tempo si sono specializzati, oltre che nella produzione, anche nella commercializzazione del prodotto.

Frutti di bosco Sant'Orsola

Frutti di bosco Sant'Orsola

Quest’organizzazione ha sede a pochi chilometri da Trento, nella valle dei Mòcheni: è la principale produttrice italiana di frutti di bosco, ma anche punto di riferimento per chi si occupa di queste produzioni speciali. Naturalmente non si limitano coltivare lamponi, sono specializzati anche in more, ribes, mirtilli, uva spina, fragoline di bosco, ciliegie trentine e mini kiwi.

La coltivazione del Lampone

Il lampone è una pianta cespugliosa di tralci biennali, è in grado di svilupparsi ogni anno, in maniera da garantire un continuo rinnovamento dell’arbusto stesso.

I tralci producono frutti o una volta durante il secondo anno di vita (unifere), o due volte (bifere).

lampone coltivazione

Rubus Idaeus

Le varietà unifere fruttificano tra giugno e luglio, quelle bifere tra settembre e ottobre il primo anno e tra giugno e luglio il secondo. La presenza contemporanea di tralci di un anno e di due anni garantisce due periodi di fruttificazione e di raccolta.

Il lampone cresce bene ad altitudini tra gli 800 e i 1000 metri; ha bisogno di un clima freddo utile a far sviluppare una gran quantità di fiori, che poi si tramuteranno in frutti.

Il substrato di crescita deve essere fresco e leggero, il terreno argilloso è da evitare, anche quello calcareo (meglio se è un po’ acido). Un certo grado di umidità del terreno è tollerato, l’importante che questo sia ben drenato e mai secco. Si tratta di una pianta che ha come habitat naturale il sottobosco, quindi è preferibile collocarla in ambienti ombreggiati; a causa delle alte temperature raggiunte è quindi del tutto impossibile coltivare lamponi in meridione ad altitudini inferiori ai 1000 metri. Se si mantengono queste condizioni di base sarà molto difficile che la pianta si ammali.

Per tutte le varietà conosciute è opportuna una concimazione nel periodo autunnale: usate abbondante fertilizzante organico ricco di azoto. Nel periodo estivo è importante garantire un costante apporto di acqua: ogni pianta ha bisogno di circa 30 litri al mese, un po’ meno se le precipitazioni sono particolarmente abbondanti. Essendo particolarmente sensibile all’asfissia radicale sarà comunque opportuno evitare gli eccessi di acqua.

lampone nero

Rubus occidentalis

In autunno si renderà necessaria una pacciamatura al piede dell’arbusto, realizzata con foglie cadute o in alternativa sostanze organiche. Nel periodo invernale si deve potare la pianta: vanno eliminati alla base tutti i tralci che hanno fruttificato durante il periodo estivo, eccezion fatta per le varietà rifiorenti. I rami secchi vanno eliminati anche perché potrebbero essere un facile rifugio per i parassiti, pronti a presentarsi la stagione seguente.

I getti più robusti vanno invece lasciati intatti: per le varietà non rifiorenti daranno frutti al secondo anno di vita, per quelle rifiorenti avverrà già dal primo anno.

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