Agricoltura urbana: Come coltivare il proprio orto in città

Agricoltura urbana: La bellezza del far da se

Cavolo ornamentale

La rivoluzione industriale sancisce il termine di una lunga tradizione di agricoltura urbana che trovava in luoghi quali ad esempio le Potager du Roi di Re Luigi XIV il connubio tra il piacere di visitare un bel giardino, come quelli di Versailles, a l’utilità di ottenere alimenti quali frutta e verdura. Oggi ciò che può tornare ad abbellire e colorare i nostri spazi urbani è proprio la natura con un’attenta progettazione dell’agricoltura urbana, il che significa spaziare da forme nuove di agricoltura come possono essere grandi grattaceli verdi (vertical farm) ad altre più modeste come i pomodori della vicina: squisiti e gratuiti.

Vantaggi nel coltivare in città

Ciò che qui di seguito ci interessa trattare sono le proposte più spontanee di fare agricoltura in città ovvero quelli di cui già vi parlavo: gli orti urbani. I vantaggi che questi ultimi possono apportare sono molteplici.

La natura copre gli edifici

Tra i primi e più significativi c’è quello di ridurre l’anidride carbonica, infatti produrre il proprio cibo all’interno dei confini urbani porta ad evitare le lunghe distante nel trasporto di merci e diminuisce così le emissioni di CO2. Meno inquinamento vuol anche dire risparmio di denaro, e questo lo sa bene chi si produce da solo i propri ortaggi, che vengano dal balcone o dalla piccola serra in giardino.

Entriamo ora un po’ più nello specifico confrontando una proposta di orto in città rispetto a una in campagna. La prima differenza risiede nel tipo di ambiente in cui è inserito,  infatti la città rispetto al territorio rurale presenta un clima più caldo e asciutto, avvolto dai fumi dello smog. La variazione climatica che può portare un agglomerato di palazzi  può essere di circa 5-9°C,  il che può apparire innaturale ma può essere un vantaggio nell’evitare le micidiali gelate che si presentano nelle parti di territorio con meno densità abitativa. Questo fenomeno climatico, che viene definito con il termine isola di calore, si verifica perché l’aria non riesce a raffreddarsi quindi rallenta la sua circolazione impedita anche dalle costruzioni che circondano gli spazi urbani.  Evento questo che apporta vantaggi se si pensa alle tempeste di vento che abbattono anche gli alberi più robusti.

Svantaggi nel coltivare in città

Inevitabili emissioni di inquinanti

Le note dolenti nel coltivare ortaggi e frutta in città possono sorgere invece nei confronti dell’esposizione al sole. Tanto è vero che un’errata collocazione dell’orto può portargli un costante oscuramento dovuto all’ombra dei palazzi circostanti. Altro disincentivo a coltivare quello che poi sarà cibo per noi e lo smog che porta piogge inquinate e cupi celi che rallentano la crescita delle piante. Rispetto a questa pecca, pur sapendo che le piante assorbo CO2 maggiormente proprio dove se ne produce di più, l’unica soluzione più idonea è avere il nostro orto a piani più alti di quello che da sulla strada. L’altezza consente di diminuire le particelle di smog che avendo un loro peso tendono a rimanere sul piano strada. Così una regola che potremmo fornire e di collocare l’orto dal primo piano fuori terra in su, più è in alto e più è sano.

Il progetto di un orto urbano

Difendere le coltivazioni

Quindi iniziamo a capire che il disegno dell’orto urbano, come in quello tradizionale, è molto importante. Se piantate i vostri semi ad esempio su un tetto, o una superficie molto in alto, allora dovrete proteggere le colture dallo stress da irraggiamento solare e dal vento, per evitare elevate evaporazioni d’acqua,  inaridimento del suolo e le pericolose sollecitazioni meccaniche che portano le turbolenze. Per evitare ciò dovrete creare barriere che riparino le piante con l’uso di pergolati o piante più robuste che coprano le altre. Ciò che però richiede la più attenta riflessione e lo spazio del vostro orto urbano, questo perché sarà ridotto e irregolare quindi parlare di schemi di piantagione o organizzazione delle colture non è possibile. In questo caso è richiesto il vostro ingegno, che potrebbe competere con quello del vostro vicino e incuriosire i passanti in strada. Ricordate che nel vostro progetto dovrete quasi annullare quegli spazi dedicati ai percorsi

Esempi utili per ottimizzare gli spazi

nell’orto tradizionale, ciò potrà essere pensato magari su scaffalature con piani che non si coprano a vicenda e usando forme quadrate o rettangolari che ne semplificano la progettazione.

Bene da tutto ciò emerge che lo spazio, l’orientamento alla luce e le barriere sono i primi elementi su cui riflettere attentamente, ma questo è solo l’inizio perciò date il via alla vostra creatività in attesa di un prossimo articolo per entrerà ancora più nel dettaglio e fornirvi suggerimenti per realizzare i vostri vasi e il vostro terreno da coltivare in  un ottica di recupero di materiali urbani, con pochi costi e tanti vantaggi per l’ambiente.

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