Il Biancospino, una pianta spontanea per attenuare l’ipertensione

Il Biancospino si trova comunemente nelle campagne Italiane. Proprio come l’aglio è una pianta dalle capacità ipotensive, funzionando anche come cardiotonico.

Biancospino

Biancospino

Proprietà del biancospino

Si tratta di una pianta “adattogena” cioè agisce solamente in caso di effettivo bisogno. Per esempio se qualcuno soffre di pressione particolarmente bassa non subirà l’effetto ipotensivo della pianta, la pressione rimarrà infatti costante. Per gli ipertesi invece normalizza la pressione e agisce sul cuore solo se strettamente necessario.

Le proprietà del biancospino sono molteplici. I flavoni, terpeni e tannino contenuti al suo interno sono in grado di combattere la menopausa, assolvere funzioni diuretiche e astringenti. Contiene inoltre un’alta quantità di vitamina C che abbassa la febbre, in più l’istamina contenuta al suo interno lo rende antispasmodico e sedativo del sistema nervoso.

Esiste anche qualche controindicazione nell’uso del biancospino. Si sconsiglia di utilizzarlo durante la gravidanza e il periodo di allattamento, inoltre non va somministrato ai bambini ed è opportuno assumerlo sotto controllo di un medico se si soffre di aritmie; inoltre l’utilizzo di biancospino può entrare in contrasto con i farmaci a base di digitalina.

La scheda botanica del biancospino e alcune indicazioni pratiche

Il Biancospino appartiene alla famiglia delle Rosacee, si presenta con forma di cespuglio o di piccolo alberello. Ha una crescita piuttosto lenta nonostante la dimensione che riesce a raggiungere in età adulta: i tronchi possono raggiungere un diametro di circa 2 metri e un’altezza variabile compresa tra 8 e 12 metri

Biancospino selvatico

Biancospino selvatico

La corteccia è liscia al tatto e ha una colorazione piuttosto chiara che varia dal grigio al giallastro. I rami presentano delle spine; le foglie sono trilobate e dentate, caduche nella stagione autunnale.

La fioritura avviene tra maggio a giugno; i fiori che la compongono sono la parte più appariscente della pianta. Sono molto piccoli, a cinque petali, di colorazione bianca o rosata, raccolti in piccole infiorescenze; inoltre emanano un odore particolare non gradito a tutti. I frutti sono molto piccoli e commestibili, hanno una forma globosa e sono di colore rosso, la maturazione avviene a metà del mese di settembre.

Coltivare la pianta di biancospino

E’ possibile trovare il biancospino allo stato selvatico ma normalmente viene utilizzato anche all’interno di siepi. Si tratta di una pianta rustica dalle esigenze limitate, infatti è in grado di crescere con facilità nella maggior parte dei terreni, anche se predilige un substrato asciutto e sabbioso tipico dei luoghi soleggiati.

E’ meglio esporre il biancospino a sud, al riparo da venti freddi. La crescita di questo esemplare è piuttosto lenta, si sconsiglia quindi vivamente di cercare di ottenerlo da seme, consigliando invece di acquistarlo già quando raggiunge 80 – 100 centimetri di altezza.

Fiori di Biancospino

Fiori di Biancospino

Per quanto riguarda l’apporto idrico, l’acqua va somministrata esclusivamente nella prima parte dell’estate, non sono poi necessarie altre cure.

Purtroppo il biancospino viene spesso colpito dal colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovara), quindi in alcune regioni d’Italia si vieta di piantare la specie appartenente al genere Crataegus.

Il Biancospino cresce spontaneo nella maggior parte dei boschi dei nostri territori fino a 1600 metri di altezza. Solitamente cresce in zone incontaminate, anche se alle volte capita di trovarlo ai bordi delle strade trafficate (in questo caso è meglio non raccogliere e utilizzare nessuna parte della pianta).

Normalmente si raccolgono sia i fiori in boccio che i frutti. I fiori vanno raccolti singolarmente dall’inizio di maggio, i frutti invece vanno tagliati utilizzando cesoie a partire da settembre. Sia i fiori che i frutti devono essere messi ad essiccare su un graticcio in un luogo areato e all’ombra. Per quanto riguarda i frutti è possibile farli essiccare anche in forno a 60° per circa 15 minuti. Terminato il processo di essiccazione sia fiori che frutti vanno conservati separatamente in barattoli di vetro.

Veri e falsi miti a proposito del biancospino

  • Il biancospino si utilizzava già nella Preistoria come alimento, a testimonianza di ciò sono stati trovati noccioli appartenenti ai frutti del biancospino in insediamenti lacustri collocati nell’Europa centrale.
  • I poteri fitoterapici del Biancospino erano noti anche nel mondo classico. Per i Greci era simbolo di fertilità, infatti lo usavano per adornare le giovani spose. I Romani invece decoravano le culle dei bambini con il biancospino, nella speranza che allontanasse le malattie dal bambino.

    pianta spontanea per attenuare l'ipertensione

    Frutto di Biancospino

  • In tutte le zone del Danubio fino alla seconda guerra mondiale si utilizzava una sorta di farina, ottenuta dai frutti essiccati, per realizzare del pane.
  • Si tratta di un esemplare ottimo per mantenere la biodiversità: i fiori di biancospino sono una tappa privilegiata per api e altri insetti, merli e tordi si nutrono normalmente dei suoi frutti.
  • Anche il legno viene apprezzato e utilizzato per fini lavori di ebanisteria.
  • Crescendo con estrema lentezza il biancospino è molto longevo, alcuni esemplari hanno raggiunto anche 500 anni.
  • Nel linguaggio dei fiori in Biancospino rappresenta la bellezza giovanile e la delicatezza.

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