La cura del prato: cosa fare prima dell’arrivo del freddo

Se si vuole un bel prato nella stagione primaverile è necessario curarlo a partire dall’autunno. Esistono due strade principali: la prima consiste nel cercare di mantenerne la bellezza; la seconda, se si rende necessario, consiste nella sostituzione integrale del manto erboso.

Di seguito vi illustreremo quali sono gli interventi principali per ottenere un ottimo risultato, possibilmente duraturo nel tempo.

I cinque problemi tipici del prato a fine estate

cura del prato

Cura del prato: eliminare il feltro

  1. La formazione di feltro: si tratta di uno strato, spesso piuttosto compatto, formato di erba secca e detriti che si deposita fra i fili d’erba. Questo strato si forma durante il periodo estivo, quando non si raccoglie in maniera corretta l’erba recisa. Condizioni meteo sfavorevoli possono rendere più grave il fenomeno. 
  2. L’impoverimento: caldo e acqua scarsa finiscono inevitabilmente con l’impoverire il terreno. Se il fenomeno è troppo pronunciato si deve procedere con l’operazione di trasemina, utilizzando una quantità di semi per rigenerare il manto.
  3. Phytium: si tratta di una malattia fungina che causa delle chiazze sul manto erboso. Si cura utilizzando prodotti specifici per malattie fungine.
  4. Bruciature causate da concime: per questo problema non ci sono molte soluzioni. E’ possibile eseguire una trasemina, con irrigazioni abbondanti successive, in particolare localizzate nelle aree colpite dal fenomeno.
  5. Tagli non regolari: quando la temperatura inizia ad abbassarsi si devono sospendere i tagli, anche perché il prato entra in un periodo di riposo vegetativo.

Programmare per tempo gli interventi sul manto erboso

Da fine ottobre fino a metà marzo l’abbassamento delle temperature coincide con il periodo di riposo vegetativo delle graminacee che compongono il prato. Nelle regioni più calde del settentrione, in caso di un inverno dalle temperature particolarmente miti, è possibile assistere ad una temporanea ripresa vegetativa: i nuovi fili d’erba cresceranno comunque piuttosto sottili e deboli.

Zoysia

Zoysia

Se le regioni sono caratterizzate da una temperatura normalmente mite e costante per tutto l’inverno non si assiste ad un vero e proprio periodo di riposo vegetativo. In questo caso la crescita non si arresta praticamente mai, purtroppo però esiste un problema legato all’umidità che facilmente potrebbe svilupparsi: questa normalmente da adito, o predispone il manto erboso, alla comparsa di malattie fungine.

Normalmente nei territori dell’Italia settentrionale l’erba inizia a sbiadire, fino ad assumere una tonalità gialla, a partire dai primi giorni di novembre, in questo periodo il manto erboso arresta la sua crescita. Esistono delle varietà, come la gramigna e la zoysia, che scoloriscono da dicembre fino a marzo, in questo caso l’erba non muore: al ripresentarsi della luce solare si assiterà ad una graduale ripresa di colore, fino al ritorno alla normale colorazione verde vivace.

Anche se alcune varietà non perdono il colore verde si deve considerare che il periodo invernale risulta comunque un periodo piuttosto delicato per il manto erboso. Per prima cosa, per preservare la salute del prato, si deve cercare di limitare il più possibile il calpestio, in modo particolare quando questo è ricoperto di brina: si rischia infatti di spezzare i fili d’erba, che marciranno rapidamente.

Anche in caso di neve è meglio evitare il calpestio: in questo caso il manto di neve protegge il prato senza danneggiarlo.

Prima dell’arrivo della stagione invernale, se le temperature risultano ancora piacevolmente miti e le piogge sono scarse, si consiglia di procedere con delle irrigazioni, in particolare nelle ore più calde. Ricordatevi che in queste stagioni di mezzo è meglio irrigare solo se nei giorni seguenti non sono previsti repentini abbassamenti delle temperature: lo sbalzo termico rischia infatti di compromettere la crescita degli steli più deboli.

Prima dell’arrivo definitivo della stagione fredda è importante praticare un’ultima concimazione, si esegue su un terreno leggermente umido. Dopo di ciò si assiste ad uno stato di riposo superficiale. Le radici invece lavorano in maniera ininterrotta per rafforzarsi, in modo tale da poter regalare un prato sano e vitale a partire dall’inizio della primavera.

Come fare un prato perfetto

A fronte di una stagione estiva particolarmente pesante può capitare che il prato si presenti leggermente diradato e ingiallito.

Per preservarlo in maniera ottimale, rendendolo in grado di superare l’inverno, si consiglia di coprirlo con un leggero strato di terriccio.

top dressing,

Il prato va curato prima dell'arrivo dell'inverno

Questo leggero strato deve essere uniforme, servirà come ottima protezione nei confronti del gelo. Il manto protettivo deve essere così composto: normale terriccio per manto erboso, letame maturo in polvere, torba e terriccio da compost. Nel caso in cui il terreno presentasse un’eccessiva compattezza consigliamo di aggiungere una quantità di sabbia di fiume per riequilibrarlo.

Dopo aver distribuito questa miscela in maniera uniforme su tutta la superficie del prato è necessario passare un rastrello o una livellatrice. Il compito di questo strato, se distribuito in maniera corretta, è doppio: oltre a proteggere dal freddo è in grado di fornire le sostanze nutritive necessarie fino alla ripresa vegetativa. Inoltre si migliora la parte più superficiale del terreno, principalmente evitando la formazione del feltro.

Se in alcune aree del prato si formano pozzanghere o avvallamenti è necessario procedere con la tecnica del “top dressing”: si tratta di un’operazione di riempimento di queste conche utilizzando sabbia fine e terriccio. Si deve procedere solo quando il terreno risulta completamente asciutto, dopo aver riempito la conca è importante compattare e livellare mediante l’uso di un rastrello o di una macchina livellatrice.

Eliminare il fogliame dal prato

Foglie autunnali

Foglie autunnali

Lo spettacolo delle foglie autunnali è senza dubbio affascinante, si tratta però di un fenomeno che dura poco tempo. Umidità e freddo contribuiscono infatti nel processo di decomposizione del fogliame, ciò crea danni da non sottovalutare al prato sottostante.

Se il fogliame è pesante il problema è ancora più accentuato. Se si tratta di foglie di carpino e tiglio, dalla consistenza friabile e leggera, le conseguenze sono un po’ meno devastanti.

Diventa quindi molto importante liberare il manto erboso dalla presenza del fogliame nel minor tempo possibile. Esistono alcuni tosaerba dotati anche di sistema di raccolta, si consiglia di utilizzarli in particolare in situazioni di clima mite. Altrimenti è possibile utilizzare un normale rastrello. Qualsiasi tecnica decidiate di utilizzare la cosa importante è che le foglie vengano eliminate.

 

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