Pareti verticali vegetali: inverdimento degli edifici

Pareti verticali vegetali bioarchitettura

Esempio di Parete verticale vegetale, con Edera

L‘inverdimento delle pareti degli edifici non ricopre solo un aspetto di design innovativo, ma bensì risulta essere un ottimo modo per sfruttare  gli spazi a disposizione e le proprietà coibentanti delle piante.

Le pareti rivestite di rampicanti sono dunque una scelta “intelligente” per quanto riguarda il risparmio energetico e forniscono anche un valore aggiunto alla componente estetica dell’edificio.

Pareti verticali vegetali e bioarchitettura

Quando si parla di pareti verticali “a verde” si ha a che fare con la bioarchitettura.

E’ soprattutto nel Nord Europa che si utilizza questa tipologia di rivestimento parietale, in special modo nelle città tedesche e svizzere, come Berlino, Norimberga, Dresda etc.… Ultimamente anche in Italia si sta utilizzando l’inverdimento delle pareti, specie per le nuove costruzioni.

Spesso si pensa che avere una parete verde significa avere degli svantaggi come l’umidità e  l’inserimento nelle proprie abitazioni di insetti di ogni tipo!

Ma questi risultano nella maggior parte dei casi, dei luoghi comuni specie se si considerano i vantaggi che se ne possono trarre.

parete verde

Esempio di giardino verticale con diversi rampicanti

Ad esempio, con l’inverdimento delle pareti esterne degli edifici con una pianta rampicante, gli ambienti abitativi saranno più freschi in estate, in quanto verrà limitato il surriscaldamento della parete. Oltremodo alcuni tipi di piante, (ad esempio l’edera a foglia larga), in inverno, contribuiscono a coibentare maggiormente le pareti, riducendo l’effetto del gelo.

Su superfici ampie, inoltre, le piante svolgono un ruolo filtrante nei confronti degli agenti inquinanti presenti nell’aria, permettendo così un miglioramento qualitativo della vita.

Il rilascio costante di ossigeno e l’azione depurativa nei confronti delle polveri in sospensione, non può far altro che incentivare questo tipo di bioarchitettura!!

La scelta della pianta rampicante

A prescindere da chi andrà ad affrontare il progetto è bene sapere che la scelta è molto ampia e spesso se non si attua uno studio approfondito e dettagliato, si rischia di scegliere il tipo di pianta meno adatta.

Esistono rampicanti che hanno una struttura autoportante, altri che necessitano di un supporto come sostegno; la scelta della pianta rampicante influenzerà di conseguenza il tipo di manutenzione richiesta , il portamento e la funzione che andrà a svolgere la pianta stessa.

muri verdi

Palazzo con facciata ricoperta di edera

Inizialmente sia le piante autoportanti che quelle con viticci hanno bisogno entrambe di supporto per attaccarsi a tralicci e muri.

Nel caso dei viticci o delle piante autoportanti, solo all’inizio della loro crescita avranno bisogno di un supporto, successivamente invece, avranno bisogno di potatura. Esempi di piante di questo tipo possono essere la vite canadese e l’edera.

Ci sono poi quei tipi di piante che si arrampicano attorcigliandosi ai supporti, in svariati modi. Ad esempio il comune glicine si torce attorno al supporto in senso antiorario, mentre il caprifoglio in senso orario e così via per tante altre tipologie di piante!

L’importanza dell’impianto per la parete verde

Esempio di caprifoglio su muretto

Ci sono degli iter di impianto da seguire per poter creare una parete verde ben fatta e che duri nel tempo.

Sicuramente il suolo su cui andrà ad impiantarsi il rampicante ha un ruolo importante sulla crescita e mantenimento della pianta.

E’ bene, dato che quasi sovente i terreni adiacenti ai muri d’innesto, sono aridi,  concimarlo e renderlo il più fertile possibile ed eliminare eventuali erbacce nocive.

Per questi tipi di piantumazioni l’ideale sarebbe avere almeno un metro di terra, tale da consentire l’innesto più adeguato ed è oltremodo importante verificare che non ci siano ristagni d’acqua.

Una volta effettuati questi accorgimenti si può procedere con l’impianto del rampicante, utilizzando un sostegno iniziale, da inserire alla base, tale da inclinare verso il la pianta, per favorirne lo sviluppo.

E’ importante anche potare ad ogni fine ciclo il rampicante e si consiglia di piantare ad inizio primavera o nel tardo autunno ( in linea di massima questa regola vale per quasi tutti i rampicanti).

Esposizione solare ottimale del muro verde

Per un ottimale esposizione alla luce solare, l’ideale è un orientamento sud- est, in quanto a sud o a sud-ovest si ha una diretta e lunga esposizione ai raggi solari, con conseguente inaridimento del terreno.

Esempio di parete verde-passiflora su muro di abitazione

Al contrario con un esposizione a nord o nord-est i rampicanti ricevono poca luce solare, risentendo quindi di umidità e freddo.

Ovviamente questo tipo di orientamento va adeguato a latitudine e longitudine e modificato in base al territorio e alla miglior esposizione solare in cui ci si trova.

Di seguito vengono riportati alcuni tipi di rampicanti suddivisi per esposizione e tipologia di sostegno:

Rampicanti autoportanti con esposizione a pieno sole
Euonymus fortunei ‘Coloratus’: h = 5 m
Trachelospermum jasminoides (rincospermo o falso gelsomino): h = 9 m

Campsis x tagliabuana ‘Madame Galen’: h = 10 m

Parthenocissus quinquefolia: h = 15 m

Rampicanti con sostegno (non autoportanti) e con esposizione a pieno sole
Clematis armandii: h = 3-5 m

Actinidia kolomikta (kiwi ornamentale): h = 5 m
Humulus lupulus ‘Aureus’: h = 6 m

caprifoglio: h = 7 m
Wisteria floribunda: h = 9 m
Passiflora caerulea: h = 10 m

Rampicanti autoportanti con esposizione a poco sole
Hedera colchica ‘Dentata Variegata’: h = 5 m

Schizophragma integrifolium: h = 12 m
Hydrangea petiolaris (ortensia rampicante): h = 15 m
Parthenocissus tricuspidata: h = 20 m

Cespugli da parete con esposizione a poco sole
Cotoneaster horizontalis: h = cm 90

Chaenomeles speciosa ‘Moerloosei’: h = m 2,4
Forsythia suspensa: h = m 3
Garrya elliptica ‘James Roof’: h = m 4

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