Una succulenta dall’aspetto morbido: Cotyledon Ladismithiensis

Questa succulenta ha un portamento insolito e piccole foglie dal margine dentato. Si presenta con vegetazione folta, grazie all’elevato numero di rami in grado di creare un cespo unico e continuo.

Il nome “cotiledone” deriva dalla particolare forma del fogliame, molto simile a dei fagioli. Queste foglie dentellate, dal colore verde con particolari in colore scuro, sono particolarmente piacevoli al tatto e rendono la Cotyledon tomentosa un esemplare unico e facilmente riconoscibile. Le coltivazioni di questa pianta sono normalmente commercializzate con il nome di Cotyledon Ladismithiensis.

Cotyledon Ladismithiensis

Cotyledon Ladismithiensis

Tipico portamento a candelabro

Nella prima fase di crescita la pianta ha uno sviluppo limitato, il portamento è in prevalenza verticale, molto diverso da quello caratteristico assunto dalla pianta allo stadio adulto. Gli esemplari adulti tendono infatti a svilupparsi allargandosi, assumendo una forma molto simile a quella di un cuscino; a causa di questo particolare sviluppo capita spesso di confondere il cotyledon con specie differenti ad alberello.

In fase adulta questa succulenta raggiunge l’altezza di 20 centimetri, una volta raggiunta procede con lo sviluppo laterale. Le ramificazioni allargano la dimensione del cespo e assumono un tipico portamento a candelabro. Anche se la moltitudine di rami non raggiunge tutta la stessa altezza, le differenze sono contenute, ciò regalerà alla pianta un aspetto irregolare ma dalla forma coerente.

Attenzione: la Cotyledon è una succulenta delicata

Si tratta di una pianta piuttosto delicata. Ogni evento traumatico rischia di comprometterla. Ma non solo. E’ anche piuttosto sensibile ad ogni tipo di manipolazione e ad eventuali correnti d’aria, quindi è molto importante definire con cura il luogo dove ospitarla.

succulenta

Cotyledon - particolare

Al momento di scegliere un esemplare da acquistare vi consigliamo di optare per i più compatti e uniformi, eventuali vuoti all’interno del cespuglio sono molto difficili da riempire, soprattutto se al pianta ha già raggiunto lo stadio adulto. Inoltre evitate di scegliere esemplari che presentano tagli localizzati nelle ramificazioni più esterne.

Una delle fasi più complicate è il trasporto, se potete cercate quindi di riporre la pianta in un contenitore rigido. I rami vanno poi avvolti da un panno, in maniera tale da farli rimanere fermi.

Una pianta di questo tipo, grazie al grande valore ornamentale, ha bisogno di una posizione in vista, ma cercate di tenerla lontana dai bambini: di sicuro saranno attratti dalle sue foglie e non perderanno occasione per toccarle, ciò rischia di provocarne la caduta – anche involontaria.

In ogni caso non preoccupatevi se alcune foglie cadranno naturalmente, si tratta del suo normale processo di crescita.

Cure e attenzioni per la Cotyledon Ladismithiensis

Si tratta di una pianta dalla semplice coltivazione. A differenza delle altre piante succulente teme molto gli eccessi idrici, questi sono la causa di marcescenze radicali che potrebbero risultare fatali all’esemplare colpito.

Cotyledon Ladismithiensis - foglie

Cotyledon Ladismithiensis - foglie

E’ importante praticare le irrigazioni quando il terriccio è completamente asciutto.

Per controllare il reale strato del substrato si consiglia di non limitarsi a tastare la superficie, si dovrà saggiare ad una profondità circa di due centimetri per comprenderne le condizioni effettive.

In linea di massima si consiglia comunque di bagnare la pianta ogni due settimane circa, non eccedendo comunque nelle quantità. L’acqua di irrigazione non deve essere fredda e neanche calcarea, va somministrata lentamente, in maniera tale che il terreno abbia il tempo necessario per assorbirla. Se una parte dell’acqua rimane nel sottovaso andrà preventivamente eliminata per evitare pericolosi ristagni.

Oltre alle correnti d’aria questa pianta teme le basse temperature, già al di sotto dei 10°C si può assistere alla caduta del fogliame. A 5°C la pianta subisce gravi danni, al di sotto dello zero muore.

Si consiglia di porre la pianta in un luogo soleggiato e di ruotarla ogni volta che la si bagna, in maniera tale da garantire uno sviluppo uniforme delle ramificazioni. A partire dall’inizio della stagione primaverile fino all’autunno somministrate del fertilizzante specifico per piante succulente, possibilmente arricchito con fosforo e potassio. E’ meglio evitare i fertilizzanti per piante verdi perché provocano l’antiestetica filatura dei germogli.

Come scegliere il vaso per valorizzare la pianta

Sansevierie

Sansevierie

La pianta appena descritta è piuttosto insolita, avrà quindi bisogno di un vaso in grado di valorizzarne forme e portamento.

Utilizzate dei contenitori larghi e svasati, dai bordi morbidi in grado di far ricadere i rami esterni. Per quanto riguarda il colore l’ideale sarebbe sui toni del marrone, in maniera tale da far risaltarle le bordature scure del fogliame. Se il vostro appartamento è dalle linee moderne ed essenziali scegliete un contenitore nero o bianco, possibilmente in ceramica, farà risaltare al meglio il verde acceso della pianta.

Abbinare il Cotyledon alla Sansevieria

Realizzare composizioni di succulente è un’operazione spesso dall’esito disastroso, con un nutrito numero di vittime già dopo qualche mese.

Anche se all’apparenza potrebbe sembrare un’operazione facile, in verità risulta piuttosto complicato individuare più esemplari di succulente con le stesse esigenze, e quindi completamente compatibili.

La Cotyledon, sia per forma, che per esigenze e colorazione, è perfetta se collocata al piede di una Sansevieria alta e lucida. L’effetto sarà di sicuro contrasto, ma equilibrato e gradevole.

La nostra pianta sarà l’ideale per riempire i vuoti lasciati dalla Sansevierie, in più tutti e due gli esemplari sono accomunati da un’enorme sensibilità ad eccessi idrici, con conseguente marcescenza dell’apparato radicale e delle parti aeree.

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