La coltivazione del cappero

Il cappero è un arbusto appartenente al genere Capparis (Capparidaceae) ed è una pianta che cresce spontaneamente in ambienti caratterizzati da estati calde ed elevata intensità luminosa.

La pianta del cappero: cenni biologici

Coltivazione del cappero

Il cappero cresce spontaneamente tra le fessure delle rocce e dei muretti

Generalmente il cappero viene con successo coltivato in ambienti dalle precipitazioni piuttosto scarse e concentrate nel periodo autunno-vernino.

Questa pianta è dotata di elevata resistenza al caldo e può sopravvivere tranquillamente anche a temperature estive superiori a 40°C.

Negli ambienti mediterranei, di cui esso è originario, il cappero cresce rapidamente tra le crepe e le fessure delle rocce o dei muretti di pietra che caratterizzano il paesaggio delle campagne delle regioni meridionali italiane.

Il cappero si sviluppa anche in suoli poveri e scarsi d’acqua grazie al suo apparato radicale particolarmente esteso che si addentra profondamente nel terreno.

Questa pianta è particolarmente resistente anche nei confronti alla salsedine ed ai venti salmastri, caratteristica questa, che permette al cappero di svilupparsi anche lungo le coste battute dal vento.

Il portamento strisciante del cappero porta questa pianta a coprire il suolo, limitando così le perdite di acqua per evaporazione.

Alcune varietà di cappero hanno le stipole delle foglie trasformate in spine, da cui il suo nome scientifico “Capparis spinosa”.

I fiori dei capperi, caratterizzati da petali grandi e bianchi si sviluppano sui rami di un anno di età.

I cucunci, frutti del cappero

I boccioli fiorali ancora immaturi (i capperi appunto) vengono raccolti e, tenuti sotto sale o sott’aceto, sono un condimento particolarmente apprezzato in gastronomia. Inoltre i frutti, detti cucunci, raccolti semi-maturi, possono anche essi essere usati come condimento o negli aperitivi.

Nelle isole minori della Sicilia, il cappero assume particolare importanza commerciale, in particolar modo a Pantelleria, dove insieme al famoso passito, è uno dei principali prodotti tipici dell’isola. I capperi vengono in genere raccolti dalla fine di maggio fino a settembre ogni 10 giorni.

Proprietà ed uso dei capperi in medicina

Conosciuto e usato da millenni, il cappero viene citato da Plinio il Vecchio come un prodotto commerciale usato già nell’antica Grecia per le proprietà medicinali anti reumatiche e contro la flatulenza.

Nella medicina ayurvedica i capperi sono considerati come protettori delle funzioni del fegato. Inoltre sono riportati usi storici contro l’aterosclerosi, come diuretici, disinfettanti dei reni, vermifughi e tonici. Infusi e decotti a base di radici di cappero sono stati usati nella medicina tradizionale nella cura dell’idropisia, dell’anemia, dell’artrite e della gotta.

Le virtù benefiche di questa pianta sono in gran parte dovute alla sua elevata presenza di bioflavanoidi anti ossidanti.

Gli estratti di cappero sono usati ancora oggi nell’industria cosmetica.

Coltivazione del cappero

cappero Pantelleria

La coltivazione del cappero sull'isola di Pantelleria viene eseguita su terreni terrazzati

Nonostante si sviluppi spontaneamente su substrati rocciosi, il cappero trae vantaggio dalla coltivazione in piena terra e irrigato moderatamente ha uno sviluppo più rigoglioso, producendo fiori da maggio a ottobre. La propagazione può avvenire per seme o più facilmente per talea.

La talea si esegue in estate, prelevando una porzione  di 7-10 cm di un ramo legnoso di 2-3 anni d’età, quindi lo si pone in una cassetta riempita di torba e sabbia. Per favorire la radicazione è consigliato l’uso di radicanti, disponibili in qualsiasi negozio di giardinaggio. Formatesi le radici, si prelevano le piantine e si invasano singolarmente in vasetti di circa 10 cm di diametro.

La propagazione per seme è difficoltosa dato che la germinabilità dei semi è molto bassa (5 – 10%) però questa può aumentare qualora la semina venga eseguita nei mesi invernali (Dicembre – Gennaio).

Si semina in cassette, riempite di torba e sabbia, lasciate all’aperto nel periodo estivo e mantenute al coperto in autunno–inverno. Nella primavera successiva si può trapiantare la nuova pianta direttamente nel terreno o singolarmente in un vaso. La semina può avvenire anche direttamente nelle fessure di muri a secco ben esposti al sole in autunno.

Per aumentare la percentuale di germinazione sarà opportuno inserire i semi in una manciata di muschio che proteggerà il seme durante l’inverno e lo terrà umido. Le piantine nasceranno verso maggio-giugno.

Il genere il cappero viene potato ogni anno in inverno, eliminando la maggior parte della vegetazione, che quindi ricaccerà l’anno successivo.

Il cappero di Pantelleria

Tra le varietà più apprezzate si ricorda la “Nocellara” utilizzata a Pantelleria, caratterizzata dall’assenza di spine e dai fiori particolarmente belli esteticamente, oltre che per la bontà dei boccioli fiorali e dei frutti.

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