La lavanda: un pianta officinale molto usata in aromaterapia

lavanda pianta officinale

La lavanda è tra le piante officinali più apprezzate sia per la bellezza dei fiori che per il profumo

La Lavandula officinalis è una pianta appartenente alla famiglia della labiate originaria dei paesi Mediterranei dove cresce spontanea nelle zone di montagna, nei terreni aridi e pietrosi.

Tra le piante officinali, la lavanda è tra le più coltivate sia per la bellezza dei fiori a spiga di colore azzurro-violetto sia per il profumo di particolare finezza e soavità.

Specie di lavanda coltivate

Oltre alla Lavandula officinalis, la specie di lavanda più diffusa, vengono anche coltivate altre specie di lavanda come la Lavandula spigo, usata in Francia per profumare i saponi, la Lavandula stoechas e la Lavandula dentata.

Inoltre si diffonde sempre di più la coltivazione del lavandino, ovvero un ibrido tra la Lavandula officinalis e la Lavandula spigo, caratterizzato da un olio essenziale meno pregiato ma molto più produttivo della lavanda

Substrato di coltivazione

La lavanda predilige in particolare terreni asciutti, soleggiati, e sassosi; tuttavia la sua buona capacità di adattamento, ne ha reso possibile la coltivazione anche al di fuori dell’ambiente mediterraneo di origine.

Nonostante come già sottolineato, la lavanda sia una pianta abbastanza rustica e resistente, le buone condizioni del substrato al momento dell’impianto sono altamente raccomandabili. In particolare al momento dell’impianto sarà consigliabile somministrare un concime organico (compost). Inoltre un terreno leggermente alcalino o gessoso contribuisce a conferire alla pianta la sua caratteristica fragranza. Infine durante il primo anno dall’impianto sarà opportuno somministrare delle irrigazioni per mantenere il suolo umido.

Negli anni successivi, per mantenere la pianta produttiva il più a lungo possibile, la lavanda si potrà avvantaggiare di una leggera concimazione azotata.

Tecniche colturali

 Lavandula officinalis

La raccolta dei fiori di lavanda può essere effettuata dalla fine di luglio, quando le spighette sono completamente aperte

La lavanda può riprodursi per seme, o più facilmente per margotta o per talea. In quest’ultimo caso le talee si raccolgono a settembre tagliando a mano le cime dei giovani germogli per una lunghezza di 5-6 cm.

Dopo essere state poste a radicare in un barbatellaio costituito da uno strato di sabbia di 8-10 cm, le piantine possono essere interrate sul terreno concimato.

Dopo il primo anno dall’impianto si procede all’operazione del cespugliamento: si sistemano i rametti assurgenti a raggiera e si sotterrano comprimendo leggermente la terra. Importante è eliminare le malerbe periodicamente. È possibile anche coltivare le piantine in vasi e portarle in ambiente protetto durante l’inverno; in tal caso è opportuno che i vasi siano adeguatamente dimensionati e che abbiano un buon drenaggio dell’acqua.

La raccolta dei fiori viene effettuata da fine luglio in avanti, quando le spighette sono completamente aperte.

Componenti e proprietà della lavanda

Tra i componenti principali dell’olio di lavanda vi sono il lavandulolo e l’acetato di linalile.

L’olio di lavanda usato in aromaterapia, ha effetti positivi sul sistema circolatorio, sull’insonnia e sulla depressione.

Gli effetti positivi dell’uso della lavanda in aromaterapia si estrinsecano anche nei pazienti che hanno subito un’operazione chirurgica, riducendone il fabbisogno di antidolorifici.

È stato inoltre dimostrato che il massaggio alla schiena effettuato con l’olio di lavanda determina una significativa riduzione dello stress in particolare negli anziani affetti dal morbo di Alzheimer.

Per fortuna non tutti gli esseri viventi apprezzano il profumo di lavanda, infatti questa risulta repellente nei confronti di insetti nocivi come le zanzare o le zecche.

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