Piante che fanno bene: il nespolo selvatico

Le nespole selvatiche presentano frutti di colorazione marrone chiaro, il periodo di maturazione coincide con il mese di novembre. Si tratta di frutti molto importanti per la salute, oltre al contenuto di zuccheri e di vitamina PP, si attesta un’indubbia capacità astringente, grazie alla grande quantità di tannini contenuti al loro interno.

Contengono anche potassio, da qui ne derivano infatti le particolari proprietà diuretiche.

Qualche informazione in più sul nespolo selvatico

Il Mespilus germanica, comunemente noto come nespolo selvatico, è un arbusto, anche se spesso assume anche le fattezze di piccolo albero; non supera mai l’altezza di 6 metri e si presenta con rami spinosi.

Nespolo selvatico

Nespolo selvatico

Le foglie di questa pianta sono piuttosto particolari: sono sub sessili, ovato – lanceolate, dalla consistenza coriacea e con margine che presenta dentellature verso l’apice. Nella stagione autunnale la pianta perde la parte aerea.

La fioritura avviene in primavera, tra maggio e giugno. I fiori sono bianchi, isolati, di circa 3 o 4 centimetri, formati da cinque sepali e cinque petali.

Presenta frutti globosi di circa 2 – 3 centimetri di dimensione; questi all’interno sono caratterizzati da una profonda depressione, circondata da quello che rimane dei sepali del fiore.  Normalmente nel frutto sono contenuti fino a cinque noccioli.

Per quanto riguarda le caratteristiche di crescita il nespolo selvatico non ha troppe esigenze: non sopporta le basse temperature e gradisce poco i terreni o eccessivamente secchi, oppure eccessivamente umidi. Solitamente si deve collocare al riparo dai raggi diretti del sole, meglio in posizioni fresche e semiombrose. Per la concimazione si deve procedere con l’aggiunta di stallatico maturo nei mesi autunnali.

nespole selvatiche

Nespolo selvatico - particolare frutto

Per quanti riguarda la forma si presenta come compatto e piuttosto fitto. La pianta non va potata, si possono eliminare i rami secchi o rotti. Se necessario è possibile accorciare i rami cresciuti in maniera esagerata, oppure eliminare quelli ormai sfruttati e non in grado di produrre nuovi frutti.

E’ meglio evitare di riprodurre questo esemplare da seme: si tratta di una procedura estremamente lenta. Normalmente non subisce molti attacchi parassitari, si tratta però di una pianta sensibile al colpo di fuoco batterico.

Raccogliere il nespolo selvatico

Si tratta di una pianta selvatica non particolarmente diffusa, cresce solitamente in maniera isolata all’interno di querceti e castagneti, prediligendo il terreno sub acido ma non esageratamente umido.

Normalmente è possibile trovare esemplari di nespolo selvatico su tutto il territorio del nostro paese, almeno fino a 1.000 metri di altitudine.

Si può utilizzare ogni parte di questa pianta: fiori, foglie, frutti e addirittura la corteccia (anche se vi consigliamo di evitare di prelevare la corteccia, potrebbe essere pericoloso per la pianta, è infatti molto facile lesionarla).

Per quanto riguarda il fogliame il periodo migliore per la raccolta è nei mesi di maggio e di giugno; i fiori vanno raccolti a maggio, prediligendo in particolare le giornate più asciutte e soleggiate, se fa troppo caldo evitate di raccoglierli. Dopo aver raccolto sia le foglie che i fiori è opportuno farli asciugare su dei graticci, collocandoli possibilmente in posti ombrosi e sufficientemente aerati.

Per la raccolta dei frutti si deve aspettare la maturazione, che avviene tra ottobre e novembre. Appena raccolti non è consigliabile consumarli, sono troppo duri e astringenti, normalmente si dice che “allappano“ il palato. Si consiglia quindi di farli maturare ancora per un periodo: colloca teli all’interno di cassette di legno poste in un locale fresco ed asciutto, in circa 30 – 40 giorni avranno raggiunto il giusto grado di maturazione. Una volta resi commestibili non è possibile conservarli per un lungo periodo.

Nespolo selvatico - particolare fiore

Nespolo selvatico - particolare fiore

Normale uso erboristico del nespolo selvatico

  • Si utilizza il nocciolo di nespolo selvatico, insieme ad altri preparati erboristici, per sciogliere piccoli calcoli renali e scongiurare la recidiva.
  • Un decotto di corteccia è utili per fermare la diarrea.
  • I frutti cotti e schiacciati arrestano le piccole emorragie intestinali, si consiglia il consumo a fine pasto, fino alla scomparsa completa dei sintomi.

Alcune curiosità tra storia e leggenda

Il Nespolo Selvatico è comunemente conosciuto anche con il nome di Nespolo di Germania, Nespolo del Nord, oppure Nespolo di San Martino. Nonostante questi nomi la pianta non è originaria dei territori dell’area germanica, arriva bensì dall’area dei Balcani. E’ stato poi naturalizzato prima in Europa centrale, successivamente in quella meridionale e da qui ne è derivato il nome.

Nespolo selvatico - frutti in maturazione

Nespolo selvatico - frutti in maturazione

Per lungo tempo il Nespolo Selvatico è stato trattato come una pianta dai poteri miracolosi. Greci e Romani dedicarono questa pianta al dio Saturno; gli erboristi lo utilizzavano normalmente per eseguire preparati in grado di curare un buon numero di patologie: come le emorragie, i calcoli renali e molti disturbi legati alla digestione.

Fino circa a metà del secolo scorso questa pianta era comunemente coltivata nelle campagne. La diffusione avveniva anche grazie agli uccelli che se lo mangiavano. Attualmente, data la scarsa redditività di questo esemplare, la coltivazione è diventata sempre più rara. Purtroppo si predilige la coltivazione di piante decisamente più remunerative.

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