Come coltivare lo Zafferano (Crocus Sativus)

zafferano in polvere

Polvere di zafferano

Lo zafferano è una spezia molto apprezzata in ambito culinario e solitamente viene acquistata all’interno dei supermercati in piccole bustine, anche abbastanza costose.

Ma se ci si sofferma un po’ a pensare, lo zafferano non è altro che una “polverina” ricavata da un fiore e che quindi, può essere coltivato anche dagli amanti del giardinaggio.

Inoltre la pianta è particolarmente bella e può fornire un bel risultato scenico, anche nel proprio balcone.

Oggi voglio parlarvi dello zafferano, della pianta che lo produce e di come è possibile coltivarlo anche in piccoli orti casalinghi.

La pianta fa parte della famiglia delle Iridaceae e annovera circa 80 specie differenti.

Il nome scientifico è “Crocus Sativus”, si tratta di una pianta tuberosa con bulbo di circa 5 centimetri di dimensione.

E’ originaria dell’Asia minore e del bacino del Mediterraneo. In Italia sono presenti molte coltivazioni di zafferano, prevalentemente nelle Marche, in Abruzzo, in Umbria ed in Toscana.

La pianta ama preferibilmente le aree collinari esposte a Sud, in quanto riesce a prendere sole in modo costante e anche in presenza di piogge eccessive, riesce a far colare l’acqua in eccesso grazie alla pendenza collinare.

Crescendo in zone come quelle elencate in precedenza, si può capire come ami gli ambienti temperati, anche se si dimostra essere una pianta estremamente resistente alle basse e alle alte temperature.

Settembre è il momento giusto per acquistare la Crocus Sativus in quanto iniziano a sbocciare i suoi primi fiori, produttori della polvere di zafferano.

Per una corretta messa a dimora e per averla nel tempo, è importante però conoscere ogni segreto della pianta e delle sue esigenze, in questo modo potrete assicurarvi la preziosa polvere per tutta la vita, senza restrizioni dettate dal commercio.

I fiori di zafferano

La Crocus Sativus è una pianta che può raggiungere al massimo i 10 centimetri di altezza.

Dal suo stelo nasce il fiore dall’aspetto molto ornamentale. Si compone di un perigonio (involucro esterno che racchiude la parte sessuale del fiore) dal quale partono 6 delicati petali lilla.

Per quanto riguarda l’aspetto sessuale la pianta si presenta sia con l’area maschile che quella femminile.

Fiori di zafferano

Fiori di zafferano

La parte maschile è costituita da 3 antere gialle con che racchiudono il polline. La parte femminile invece, si compone di stilo, ovario e stimmi.

Dall’ovario parte lo stilo centrale che si divide in 3 lunghi stimmi di colorazione rossa che consentiranno di ottenere la polvere di zafferano.

La foglia è stretta e lunga.

Dal mese di settembre fino ad ottobre, si formano i mazzetti di foglie che poi permetteranno la formazione dei fiori.

Quando il freddo comincia a farsi sentire la Crocus Sativus cade in una sorta di letargo nel quale mantiene solo il bulbo, dalla fine di marzo in poi comincia il suo risveglio con la creazione di nuovi bulbi che permetteranno la rinascita della pianta e la formazione di altro zafferano.

Ovviamente per crescere in questo modo necessita di alcune cure fondamentali.

Come coltivare lo Zafferano

La prima cosa importante è l’aspetto altimetrico. In questo caso la posizione ha un ruolo fondamentale. Come ho già accennato in precedenza predilige ambienti collinari e scoscesi, preferendo i 700 metri di altitutine. In realtà la Crocus Sativus può essere coltivata anche in pianura, in ambienti non favorevoli, ma si è notato che la qualità spesso cala.

Per quanto riguarda l’aspetto domestico, ovviamente, qualche piccolo accorgimento ingegnoso, può garantire la fornitura famigliare senza problemi.

Si può pensare di crearle un habitat favorevole, anche artificiale. Se si coltiva in vaso può essere spostata nei mesi più freddi (al di sotto degli 0°C) in casa, pur garantendole l’esposizione a Sud.

Oltre all’importanza del luogo per la messa a dimora, anche in questo caso è fondamentale evitare i ristagni. Se si abita in luoghi estremamente piovosi, o se si eccede nelle innaffiature, c’è il rischio che il gelo la colpisca negativamente, oppure è possibile che si decolori fino a raggiungere l’afflosciamento e la sua successiva morte. Proprio per questo è necessario mantenere la corretta idratazione senza generare umidità.

Per evitare i ristagni è possibile avere un terreno scosceso per il corretto scolo delle acque superflue e, non di meno importanza utilizzare il terreno più idoneo.

La Crocus Sativus richiede un terreno fresco, morbido, ben drenato e moderatamente fertile.

Per avere lo zafferano è necessario però coltivare correttamente la pianta, a partire dalla sua messa a dimora, soprattutto se entra a far parte di un orticello.

A questo punto vediamo come mettere a dimora il bulbo ed ottenere la polvere speziata.

Messa a dimora e raccolta dello zafferano a fine settembre

Il periodo migliore per mettere a dimora il bulbo è la fine di settembre.

La prima cosa da fare è preparare il terreno, è importante girarlo, fino alla profondità di 40 cm. Solo dopo è possibile preparare una buca di 10 cm dove poter collocare i bulbi.

Stimmi di zafferano

Stimmi di zafferano

I bulbi, per crescere indisturbati, devono avere una distanza l’uno dall’altro di almeno 10 centimetri. Dopo averli messi a dimora non è necessario effettuare delle bagnature: queste devono essere fatte solamente in caso di aridità costante. Quando il fiore è aperto poi, non bisogna assolutamente bagnarlo in quanto si potrebbero rovinare gli stimmi, compromettendo la raccolta dello zafferano.

E’ importante che non si formino, intorno alle piante cresciute, piante infestanti che devono essere assolutamente rimosse, proteggendo il terreno da eventuali formazioni future.

Il terreno deve essere pulito, libero, a disposizione solo del Crocus Sativus.

Intorno alla fine di ottobre e alla prima metà di novembre potrete iniziare la raccolta che deve essere fatta in orari con temperature fresche. A questo punto devono essere separati, in modo delicatissimo, gli stimmi dal fiore. E’ un’operazione delicata, in quanto non devono subire alcun trauma. Se vengono anche solo schiacciati c’è il rischio che si metta in discussione la qualità del prodotto finito.

Infine, per ottenere lo zafferano, occorre inserire gli stimmi nel forno ad una temperatura di 50°C per soli due minuti. A questo punto non vi resta che sbriciolarli dando vita allo zafferano.

Come avete potuto osservare, non è molto complicata la coltivazione dello zafferano ed è quindi tranquillamente una pianta che può entrare a far parte del vostro piccolo orto cittadino.

Più spezie e verdure a disposizione del diretto utilizzatore!

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