Anche le piante ne soffrono: sindrome da stress da rientro (in casa)

A fine estate si è diffusamente parlato dello stress subito dalle nostre piante a causa della nostra temporanea assenza. Terminata la stagione calda si è reso necessario riportare all’interno tutti quegli esemplari poco resistenti alle basse temperature.

Normalmente le comuni piante da interno sono originarie di aree caldo umide, spesso tropicali ed equatoriali. In particolare gli esemplari a fogliame decorativo si trovano particolarmente bene all’aperto durante tutta la stagione estiva, ciò perché è solo in questa parte dell’anno che riescono a ritrovare delle condizioni climatiche molto simili alla loro area di provenienza.

Codiaeum variegatum - Croton

Codiaeum variegatum - Croton

Come abbiamo già accennato l’arrivo dell’autunno corrisponde anche con l’abbassamento, spesso piuttosto repentino, delle temperature esterne; diventa quindi necessario riportare all’interno degli appartamenti tutte le piante più sensibili. Nelle regioni del nord Italia è necessario eseguire l’operazione di spostamento il prima possibile poiché l’escursione termica tra giorno e notte è molto alta e il rischio che la pianta ne soffra è concreto.

Il nuovo habitat crea sempre qualche difficoltà alle piante; la maggior parte degli esemplari si era infatti adattato all’esterno e al suo clima favorevole, il nuovo cambiamento può influire talmente tanto sulla pianta da parlare addirittura di una sorta di “stress da rientro”. E’ molto semplice infatti osservare cadute delle foglie, ingiallimenti e perdita di vigore generale proprio in concomitanza con il rientro delle piante in appartamento. Diventa necessario intervenire il prima possibile con concimazioni e nebulizzazioni, in modo tale che la pianta non risulti troppo compromessa.

Il caldo secco: nemico delle piante d’appartamento

Cyperus alternifolius - Papiro da interni

Cyperus alternifolius - Papiro da interni

Durante il periodo estivo le piante hanno vissuto all’aperto, dove le condizioni climatiche erano ottimali: per quanto riguarda le temperature solitamente non scendono mai sotto i 18° C, in più anche l’umidità si è sempre mantenuta piuttosto alta, sia grazie alle costanti irrigazioni che alle normali precipitazioni temporalesche. Tutto ciò è stato utili per favorirne un repentino e vigoroso sviluppo vegetativo.

Quando le piante rientrano in casa le condizioni ambientali sono decisamente differenti: per prima cosa in alcuni ambienti i riscaldamenti sono già in funzione, la pianta si trova quindi in un luogo caratterizzato da aria molto secca, in più la luce artificiale non ne migliora la crescita. La grande differenza sia climatica che di luce può causare danni alle piante: si può passare dal normale indebolimento complessivo fino a vere e proprie lesioni dei tessuti.

Stress da rientro causa avversità non parassitarie

Normalmente i danni causati dallo spostamento in casa delle piante si manifestano dopo circa 2 – 3 settimane, questi fenomeni vengono normalmente etichettati come “avversità non parassitarie”.

Alcuni danni agli esemplari si presentano in modo visibile e tendono a compromettere la forma della chioma, che tende a piegarsi o

Dieffenbachia exotica

Dieffenbachia exotica

curvarsi verso il basso. In altri casi si notano rallentamenti della crescita, seguiti da ingiallimento del fogliame.

Nei casi più estremi di stress da rientro è possibile assistere anche alla morte dell’esemplare: questa può sopraggiungere anche in maniera improvvisa.

Non è possibile generalizzare e individuare in maniera effettiva tutti i tipi di danni causati dallo spostare le piante all’interno. Le reazioni variano molto a seconda dell’esemplare, delle caratteristiche climatiche che questo trova all’interno dell’appartamento, molto dipende anche dall’età della pianta. Va sottolineato inoltre che non tutte le piante soffrono di questi problemi. Esistono invece altri esemplari che risentono anche dei cambiamenti più lievi subendo alterazioni morfologiche e fisiologiche anche piuttosto gravi. Naturalmente le piante adulte sono in grado di sopportare più facilmente i cambiamenti climatici e ambientali rispetto agli esemplari della stessa specie più giovani.

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