La Salvia: coltivazione e proprietà della regina della tavola

La salvia è una pianta cespugliosa appartenente alla famiglia delle Labiate. Questa pianta viene considerata la pianta aromatica per eccellenza e il suo nome, che deriva dal latino salvere (godere di buona salute), ne indica l’uso medicinale che ne è stato fatto sin dall’antichità.

Proprietà della salvia e uso in tempi remoti e recenti

Pianta di salvia

Gli antichi egizi la usavano per imbalsamare i morti, mentre i Romani che la usavano per conservare gli alimenti come la carne, pensavano potesse anche migliorare la memoria.

Il famoso medico greco Ippocrate la consigliava per lenire le piaghe.

I guaritori dei pellerossa la usavano per curare l’epilessia, il morbillo e i vermi intestinali. Ancora oggi nella medicina cinese ed ayurvedica la salvia trova impiego per curare l’insonnia, la carie, i disturbi mestruali, ecc.

Gli oli essenziali della salvia sono utilizzati per i loro effetti benefici nell’aromaterapia per i suoi effetti benefici sulla depressione e sulla stanchezza mentale.

Sostanze contenute nella salvia

La salvia è una pianta dall’elevato contenuto di sostanze aromatiche come l’alfa e beta pinene e l’alfa e beta thujone ed antiossidanti come l’acido caffeico e rosmarinico, oltre ad un numero considerevole di flavanoidi e vitamine B1 e C. Inoltre la salvia contiene anche la canfora, una molecola molto utilizzata nella farmacopea mondiale.

La salvia: coltivazione

Coltivare la salvia non richiede grande impegno né esigenze particolari di clima e terreno, infatti è una pianta rustica e si trova piuttosto bene nei climi mediterranei. Tuttavia soffre il freddo, quindi è sconsigliabile coltivarla oltre i 900 metri di altitudine o in quei luoghi dagli inverni eccessivamente lunghi e rigidi. La salvia può essere coltivata anche in vaso in appartamento, anche se in campo si sviluppa al meglio formando un cespuglio che sfiora il metro di altezza.

Le innaffiature devono essere moderate, mentre è bene favorire lo sgrondo dell’acqua in eccesso e la buona circolazione dell’aria. L’elevata umidità potrebbe infatti favorire lo sviluppo di malattie fungine che determinano l’ingiallimento delle foglie. Visto che la salvia viene coltivata per le sue foglie, saranno particolarmente utili le concimazioni azotate che ne favoriscono lo sviluppo.

Moltiplicazione della salvia

La salvia può essere moltiplicata per seme e per talea.

Nel caso della moltiplicazione per seme è opportuno utilizzare un vassoio contenente un apposito terriccio su cui porre i semi in file parallele. Dopo avere umidificato il terriccio in modo uniforme, il vassoio può essere ricoperto con un foglio  di plastica trasparente per mantenere una buona umidità del terriccio. Man mano che le piantine emergeranno potranno essere prelevate e trapiantate, avendo cura di non lesionarle.

La moltiplicazione per talea invece prevede che porzioni della pianta madre da utilizzare vengano prelevate in primavera o in estate. Le talee vengono prelevate dagli apici vegetativi da piante di 2-3 anni di età per una lunghezza di 8-10 cm.

Attenzione all’oidio

La salvia è soggetta a malattie causate da agenti biotici come i funghi, e tra queste la più dannosa è probabilmente l’oidio che determina vistosi ingiallimenti fogliari. Per prevenire lo sviluppo di questa malattia è bene intervenire alla comparsa dei primi sintomi eliminando con la potatura le parti colpite. Nei casi più gravi può essere opportuno un trattamento con lo zolfo.

La salvia può essere anche attaccata dagli afidi, che nella maggior parte dei casi però non richiedono interventi fitosanitari.

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